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MODUGNO: DOMENICA 1 OTTOBRE "PULIAMO IL MONDO" CON LEGAMBIENTE

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Home Elezioni Amministrative 2013 MODUGNO - ELEZIONI COMUNALI: IL PROGRAMMA DEL CANDIDATO SINDACO NICOLA MAGRONE

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MODUGNO - ELEZIONI COMUNALI: IL PROGRAMMA DEL CANDIDATO SINDACO NICOLA MAGRONE

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Scritto da Redazione OnLine Network    Venerdì 22 Maggio 2015 08:38

Proseguendo la vista d'insieme dei programmi dei candidati sindaci per la prossima tornata elettorale comunale, oggi presentiamo il programma di Nicola Magrone...

 

 

PROGRAMMA DEL DOTTOR NICOLA MAGRONE
CANDIDATO ALLA CARICA DI SINDACO DEL COMUNE DI MODUGNO NELLE ELEZIONI DEL 31 MAGGIO 2015
 
PER LE LISTE
 
ITALIA GIUSTA SECONDO LA COSTITUZIONE,
MODUGNO CON MAGRONE SINDACO,
LEGALITA’ E’ LIBERTA’-MAGRONE SINDACO,
CON MAGRONE UN’ALTRA MODUGNO,PER MODUGNO MAGRONE
 
 
 
INTRODUZIONE
 
Questo programma non ha la forma tradizionale dei programmi elettorali, perché la nostra presenza e partecipazione alle prossime elezioni amministrative ha una peculiarità: intende riprendere un percorso di risanamento complessivo della Città di Modugno che era stato avviato e che è stato interrotto nell’agosto 2014 da una torbida iniziativa di 13 consiglieri dimessisi dinanzi ad un notaio per far sciogliere il consiglio e far così decadere sindaco e giunta impegnati nel ripristino della legalità nel settore edilizio-urbanistico. Un gesto brutale che ha oltraggiato per l’ennesima volta la comunità di Modugno, buttando la città nel caos e bloccando per oltre un anno la soluzione di problemi gravi, un gesto eversivo per un ennesimo violento tentativo di occupazione della Città, anche a costo di sfregiarla.
 
Il nostro programma dunque sta in quel che abbiamo già cominciato a realizzare, come – per esempio i controlli per la sicurezza nelle scuole e l’impegno per fare della ex Cementeria un parco pubblico intitolato al dottor Pinuccio Loiacono. Oggi bisogna proseguire il cammino su questi e su tutti gli altri temi  messi in campo, significa – ancora solo per esempio – proseguire le politiche di equità fiscale attraverso un sistema progressivo di tassazione e ridurre le spese del Comune, dopo aver provveduto l’anno scorso al taglio di molte inutili uscite e al risparmio sugli affitti per uffici pubblici e alla riorganizzazione di servizi sistemati in locali decisamente inadeguati. Ritornare a Palazzo di Città è, dunque, per noi un impegno morale, per continuare un lavoro interrotto in maniera violenta. Ciò che si è fatto ed è rimasto incompiuto o in itinere è il nostro programma, fatto di azioni avviate da portare a compimento, non di sogni o prospettive lontani dal paese reale, quello che ogni giorno viviamo. Non “vogliamo”, non “faremo”, bensì continueremo a fare ciò che altri non hanno avuto il coraggio di fare, altri che sono stati in giunte o consigli comunali, che hanno fatto la storia triste di questo paese e che oggi tornano a chiedere riconoscibilità attraverso parole vuote e capovolte di senso.
 
Questo nostro programma ha un’altra peculiarità: i puntuali riferimenti alla Carta Costituzionale come cardini all’attività amministrativa non sono indicazione vacua e di maniera ma costituiscono la traduzione locale di quel che il presidente della Repubblica, il giorno del suo insediamento, ha espresso con queste parole:
 
“La garanzia più forte della nostra Costituzione consiste, peraltro, nella sua applicazione. Nel viverla giorno per giorno. Garantire la Costituzione significa garantire il diritto allo studio dei nostri ragazzi in una scuola moderna in ambienti sicuri, garantire il loro diritto al futuro. Significa riconoscere e rendere effettivo il diritto al lavoro. Significa promuovere la cultura diffusa e la ricerca di eccellenza, anche utilizzando le nuove tecnologie e superando il divario digitale. Significa amare i nostri tesori ambientali e artistici. Significa ripudiare la guerra e promuovere la pace. Significa garantire i diritti dei malati. Significa che ciascuno concorra, con lealtà, alle spese della comunità [nazionale]. Significa che si possa ottenere giustizia in tempi rapidi. Significa fare in modo che le donne non debbano avere paura di violenze e discriminazioni. Significa rimuovere ogni barriera che limiti i diritti delle persone con disabilità. Significa sostenere la famiglia, risorsa della società. Significa garantire l’autonomia ed il pluralismo dell’informazione, presidio di democrazia. Significa ricordare la Resistenza e il sacrificio di tanti che settanta anni fa liberarono l’Italia dal nazifascismo. Significa libertà. Libertà come pieno sviluppo dei diritti civili, nella sfera sociale come in quella economica, nella sfera personale e affettiva. Garantire la Costituzione significa affermare e diffondere un senso forte della legalità. La lotta alla mafia e quella alla corruzione sono priorità assolute. La corruzione ha raggiunto un livello inaccettabile. Divora risorse che potrebbero essere destinate ai cittadini. Impedisce la corretta esplicazione delle regole del mercato. Favorisce le consorterie e penalizza gli onesti e i capaci”.
 
Sono, insomma, i riferimenti alla Carta costituzionale, premessa vincolante per il nostro progetto di città, espressione della insuperabile necessità per l’Italia e per Modugno di un adeguamento leale e completo delle comunità locali e dei loro ordinamenti alle regole e ai principi della Costituzione.
 
PREMESSA
 
Nel maggio del 2011, i cittadini  di Modugno furono chiamati a eleggere il sindaco e il consiglio comunale dopo dieci anni di amministrazione guidata dalla stessa persona, Giuseppe Rana.
 
Italia Giusta secondo la Costituzione, dopo aver svolto il ruolo di osservatore critico dell’esperienza conclusa e nella prospettiva della nuova, partecipò alla competizione. Si trattò, in breve, del tentativo di un Movimento con oltre trent’anni di attività culturale e politica alle spalle di cancellare i dieci anni precedenti, semplicemente deprimenti e insultanti per la comunità modugnese.
 
Italia Giusta secondo la Costituzione non entrò in consiglio – nonostante un significativo successo del suo candidato sindaco – a causa di un artificio politico-istituzionale messo in opera in suo danno dal Pd e dall’UDC, in breve PDUDC.
 
Il nuovo sindaco, Gatti, portò con sé in amministrazione e in consiglio il peso della sua posizione di persona sottoposta ad indagini per reati di notevolissima gravità, nonostante il quale Gatti partecipò e vinse alle primarie del suo partito (Pd).
 
La nuova Amministrazione, benché coinvolta (insieme alla precedente) in uno scandalo senza precedente, tirò dritto fino all’arresto del vecchio e del nuovo sindaco (Rana e Gatti), di amministratori, di impiegati comunali, di professionisti, e allo scioglimento del Consiglio comunale.
 
Scrissero i giudici:
 
“[…] un più ampio complesso di condotte illecite, nelle quali erano coinvolti sia il Gatti […] sia un numero davvero elevato di amministratori e pubblici funzionari” [dimostra che] “non si trattava dell’occasionale coinvolgimento di una singola persona in affari illeciti, ma di un autentico ‘sistema’, in cui la strumentalizzazione a fini personali del munus pubblico era diventata la regola. Le condotte illecite […] sono proseguite fino ai primi mesi del 2011, con la vicenda relativa alla (non) approvazione dei progetti urbanistici. […] La capacità dimostrata al Gatti di incidere sulle scelte della Pubblica Amministrazione e sulle determinazioni di soggetti privati che con essa negoziavano rende concreta l’eventualità di reiterazione di condotte illecite, anche in presenza di un mutato quadro istituzionale”. [Ordinanza 27.11.2012 del Tribunale di Bari, pag. 13]
 
In questo scenario politico, sociale e morale francamente deprimente, si svolsero, a maggio del 2013, le elezioni anticipate, nelle quali fu ancora una volta presente Italia Giusta secondo la Costituzione con altre significative aggregazioni sociali, culturali e politiche, tutte collegate al candidato sindaco Nicola Magrone.
 
E’ il caso di evocare qui, nella redazione del suo programma di governo locale, le linee programmatiche tracciate in occasione delle elezioni del 2011 e del 2013: tra il 2011 e il 2013, identico era lo scenario, identico (anzi aggravato) lo stato di abbandono del Paese, identica, anzi aggravata, la questione fondamentale con la quale la comunità doveva fare i conti, quella morale.
 
Proprio per far meglio comprendere in quale stato di abbandono, di incuria e di gravità della questione morale l’Amministrazione Magrone ha trovato Modugno al suo insediamento (giugno 2013) è opportuno qui riprodurre integralmente le linee programmatiche delineate per le elezioni del 2011 e del 2013.
 
LINEE PROGRAMMATICHE DELINEATE PER LE ELEZIONI DEL 2011 E DEL 2013
 
“La premessa dalla quale sono partiti unitariamente i soggetti sociali e politici collegati al dr. Magrone quale candidato sindaco di Modugno è non meglio riproponibile che con le stesse parole della Carta Costituzionale italiana del 1948, e nella parte dedicata ai PRINCIPI FONDAMENTALI, nella parte relativa ai DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI e nella parte relativa all’ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA.
 
Il puntuale riferimento alla Carta Costituzionale da parte dei soggetti politici che propongono Nicola Magrone come sindaco di Modugno intende esprimere il comune convincimento della insuperabile necessità per l’Italia e per Modugno di un adeguamento leale e completo delle comunità locali e dei loro ordinamenti alle regole ed ai principi della Costituzione.
 
In particolare a Modugno, l’esperienza durata ben dodici anni di sregolatezza ordinamentale e di imbarbarimento sociale-etico-politico, impone un’autentica rivoluzione nella cultura e nei comportamenti degli amministratori. Essi devono finalmente rendersi conto del dovere di fedeltà ai principi di cui agli artt. 114, 116, 117, 118, 119, 120, 121, 122, 123, 125, 126, 127, 131, 132, 133 della Costituzione i quali, a dispetto delle trasformazioni subite negli ultimi anni per iniziative avventurose del legislatore, restano i punti di riferimento per qualunque attività amministrativa.
 
Naturalmente, gli amministratori locali devono riscoprire e riaffermare come punto di riferimento della loro attività l’interesse della comunità che amministrano, scrupolosamente rispettosi dei principi fondamentali precisamente definiti dalla Carta Costituzionale; in particolare: la natura repubblicana dello Stato italiano, l’Italia come Repubblica democratica, il popolo come detentore della sovranità (art.1); il rispetto e la tutela operosa dei diritti inviolabili dell’uomo e l’adempimento da parte dei cittadino del suo dovere inderogabile di solidarietà politica, sociale ed economica (art. 2); l’uguaglianza e la pari dignità sociale di tutti i cittadini davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali; il compito della Repubblica – dunque delle autonomie locali soprattutto – di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese (art. 3); il riconoscimento a tutti i cittadini del diritto al lavoro, la promozione delle condizioni che rendano effettivo questo diritto  e nello stesso tempo il dovere per ogni cittadino di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società (art.4); la rivendicazione ragionata e prudente dell’autonomia locale nel quadro ordinamentale della Repubblica una e indivisibile ed insieme del piú ampio decentramento amministrativo (art. 5); la tutela con apposite misure delle minoranze linguistiche  (art. 6); la libertà di tutte le confessioni religiose (art. 8); la promozione e lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica, tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione. (art. 9); la promozione del diritto di tutti i cittadini di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale (art. 18); l’agevolazione a professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume (art. 19); il diritto di tutti a manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione (art. 21); la responsabilità diretta dei funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici per gli atti compiuti in violazione di diritti (art. 28); misure di sostegno alla famiglia intesa come società naturale fondata sul matrimonio (art. 29); garanzie di tutela per i bambini con genitori in difficoltà (art. 30); sostegno anche economico finalizzato alla formazione della famiglia e all’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose; protezione della maternità, dell’infanzia e della gioventù (art. 31); tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garanzia di cure gratuite agli indigenti (art. 32); tutela e promozione dell’arte e della scienza e della loro libera manifestazione e insegnamento (art. 33); garanzia del diritto allo studio e contrasto all’evasione scolastica anche con assegni alle famiglie e con altre provvidenze da riconoscere a seguito di concorso (art. 34); tutela del lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Formazione ed elevazione professionale dei lavoratori; libertà di emigrazione; controllo e vigilanza sulle retribuzioni dei lavoratori che in ogni caso debbono assicurare al lavoratore e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. Vigilanza sul riposo settimanale dei lavoratori e sul godimento delle ferie; parità tra uomo e donna nel lavoro; misure per garantire l’adempimento della essenziale funzione familiare della donna e di una adeguata protezione della madre e del bambino e per assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione (Art. 35-36); tutela particolare del lavoro dei minori (art. 37); garanzie per l’iniziativa economica privata, indirizzo e controllo della sua finalità sociale (art. 41); garanzia di tutela della proprietà privata (art. 42); garanzia della funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata; misure per lo sviluppo dell’artigianato (art. 45); misure di favore per l’accesso alla proprietà dell’abitazione e alla proprietà coltivatrice (art. 47).
 
[Su questi principi e su questi impegni, si sono trovati completamente d’accordo i soggetti politici collegati, per le elezioni di maggio 2013, al candidato sindaco dr. Nicola Magrone]
 
Un impegno particolarissimo dovrà essere riservato dalla nuova amministrazione all’esercizio correttamente costituzionale dell’attività del Comune.
 
Il Comune dovrà attuare scrupolosamente il proprio statuto; i suoi poteri e le sue funzioni dovranno essere esercitati secondo i principi fissati dalla Costituzione (art.114); il Comune dovrà attenersi scrupolosamente ai principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza e dovrà favorire l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà (art. 118); il Comune dovrà ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento (art. 119).
 
La nuova amministrazione di Modugno dovrà assicurare, infine, il rigoroso rispetto dell’art. 97 della Costituzione: “I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione.
 
Nell’ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari.
 
Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge” e dall’art. 98: “I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione.”
 
2.
 
Il vissuto sociale ed amministrativo del Comune di Modugno, con particolarissimo riferimento all’ultimo decennio [ed oltre, fino al naufragio morale prima che politico dell’Amministrazione Gatti], certifica la sistematica e a volte consapevole violazione dei principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale; giungendo, in molti casi, a livelli di autentico scandalo.
 
* Il primo, indilazionabile dovere della nuova Amministrazione sarà quello di adeguare alla legislazione attuale lo Statuto comunale. Il ruolo del Consiglio, dei singoli Consiglieri, della Giunta, dei singoli Assessori, è stato negli ultimi dieci anni duramente mortificato. Le Commissioni consiliari esautorate, le Consulte cittadine, promesse a gran voce, rimaste lettera morta [e, se istituite, letteralmente ignorate e vanificate dentro ad un sistema di clientele aggressive]. Ne è derivata una gestione amministrativa quasi clandestina, nemmeno partitocratica quanto addirittura autoritaria e antidemocratica. Nessun cittadino, nessun gruppo di cittadini ha avuto lo strumento e trovato le vie per far sentire la propria voce.
 
Il caso più clamoroso e violento di disprezzo per gli interessi ed i bisogni della comunità è stata la deportazione dell’ospedale di Modugno al quartiere San Paolo e il disinteresse dell’Amministrazione per l’insediamento nel suo territorio di presidi sanitari compensativi. L’ospedale di Modugno fu tolto grazie ad un vero e proprio colpo di mano, compiuto nella notte, dagli esponenti di tutti i gruppi consiliari, compresi quelli della cosiddetta opposizione. Un caso, insomma, di trasversalismo contro il Paese.
 
L’oltraggio inferto all’intera comunità di Modugno va, dunque, rimosso. E questo deve essere il primo impegno della nuova Amministrazione comunale.
 
* Il centro storico di Modugno, devastato e alla fine distrutto dalle vecchie Amministrazioni comunali, è passato per le mani incolte e grossolane delle giunte dell’ultimo decennio [ed oltre] che è arrivata al punto di sradicare le basole su di una strada che porta al Municipio per sostituirle con colate di asfalto sconnesso e inquinante. Uno scempio che grida vendetta e che va immediatamente rimosso.
 
L’intero centro storico va salvato, per quel che resta. Non si tratta solo di esigenza culturale; si tratta, invece e concretamente, di un’immensa possibilità di lavoro per i nostri lavoratori senza lavoro. Basta guardare anche a molti Paesi limitrofi per rendersi conto della consapevolezza diffusa della necessità di tutelare i centri storici; a Modugno, sembra che il ceto politico sia fermo agli anni dell’avventurismo urbanistico del dopoguerra. Non a caso, un ceto portatore di interessi trasversali minaccia di riaffacciarsi, più ingordo ed incolto di prima, nella scena politico-amministrativa del Paese. La nuova Amministrazione deve fermare questo degrado.
 
* Bisogna rivedere alla radice l’assetto urbanistico del Paese. Bisogna che si consentano “sopraelevazioni” sostenibili e tollerabili, non arbitrarie e clientelari. Bisogna che gli Assessori all’urbanistica, al territorio, ai lavori pubblici non siano portatori di interessi personali nel compito che verrà loro assegnato. E che si riconoscano ai funzionari tecnici poteri e doveri ben definiti e responsabilità controllabili. Il verde pubblico non deve restare tra gli optionals di un assetto urbano dominato dagli interessi di speculazione. Lo stesso mercato di piazza va armonizzato con l’ambiente cittadino e non necessariamente rimanere deportato in capannoni di periferia.
 
La viabilità va studiata e regolamentata senza condizionamenti ad opera di interessi particolaristici o affaristici.
 
* E’ ormai indilazionabile l’istituzione di una sorta di Difensore Civico (incarico a titolo onorario), figura istituzionale di raccordo e di garanzia tra società e istituzioni. I diritti degli individui e della comunità nel suo insieme non possono essere rimessi, nel loro concreto riconoscimento, alla benevolenza dell’Autorità.
 
* Bisogna che si istituisca un attrezzato ed efficiente Ufficio legale del Comune per sottrarre al clientelismo l’affidamento di pratiche e di consulenze legali. Nel frattempo, bisogna che si istituisca un albo dei legali disposti ad accettare incarichi dal Comune, da strutturare in modo assolutamente obiettivo, al quale attingere con criterio di rigoroso automatismo il nominativo del professionista. Altrettanto va fatto per gli incarichi di natura tecnica. Gli esempi di incarichi assegnati a legali o tecnici “esterni” avventurosamente e clientelarmente individuati sono infiniti a disarmanti.
 
* Vanno ripresi i piani di riqualificazione urbana e territoriale, sfuggendo alle  pressioni di gruppi di potere.
 
* Bisogna scongiurare l’ulteriore impoverimento del suolo agricolo a vantaggio della speculazione edilizia. Sopravvivono nel territorio di Modugno ampie aree destinabili ad insediamenti di natura culturale e turistica. L’area della ex cementeria è una di quelle.
 
* Bisogna rivendicare per Modugno un ruolo trainante nell’area industriale che fa pagare al Paese solo i prezzi sociali e ambientali senza dargli alcun vantaggio. L’assurdo insediamento della Turbogas sta a testimoniare l’indifferenza delle recenti amministrazioni per questi problemi se non la connivenza con interessi propriamente privati.
 
* Gli amministratori dal 2001 al 2012 hanno preferito disperdere il non esiguo patrimonio culturale del Paese consentendo la demolizione di un cinema di antica tradizione e l’uso privato di altro contenitore di grande pregio.
 
* Va portata a compimento l’acquisizione al patrimonio comunale del complesso monumentale di Balsignano. In realtà continua così a disperdersi una grandissima possibilità di rilancio culturale di Modugno e di occupazione di molti giovani.
 
* Sui quartieri della Città vanno fatte scelte radicali, a cominciare da quello Cecilia: o li si armonizza con l’intero tessuto urbano e sociale o si consente loro di acquisire la necessaria autonomia amministrativa e sociale.
 
* Bisogna che si istituisca un vero Ufficio comunale per l’occupazione giovanile: che guidi i nostri ragazzi nella ricerca del lavoro e li sottragga alla mortificazione della clientela e della sistematica offesa alla loro dignità.
 
* I problemi della distribuzione commerciale vanno risolti democraticamente: i tentativi ripetuti di referendum sull’insediamento di ulteriori ipermercati nel nostro territorio sono falliti; anzi si sono concesse tutte le autorizzazioni. Si promettono, così, posti di lavoro e si costringono alla chiusura un’infinità di piccoli esercizi commerciali e di piccole imprese artigianali. L’intero Consiglio comunale si è da tempo stranamente convertito alle ragioni dell’ipermercato, tradendo programmi e attese dei cittadini.
 
* A Modugno negli anni dal 2011 al 2012 non vi è stata la possibilità di proseguire l’istruttoria legata alle misure regionali (assegno di cura, assegno di prima dote, assegno per l’assistenza indiretta e così via); non sono state realizzate attività legate alle politiche per l’infanzia; della porta unica di accesso, nemmeno l’ombra. Non si è addivenuti nemmeno all’individuazione di una forma transitoria di gestione del trasporto delle persone disabili. Nulla è stato fatto per il contrasto alle dipendenze. Non vi sono state le condizioni per attivare altri obiettivi previsti nel Piano Sociale di Zona 2010-2012 per quanto importanti nel contesto dell’accrescimento della capacità di risposta ai bisogni dei cittadini.
 
Eppure, sia la legge 328/00 che la legge regionale sul “sistema integrato di interventi e servizi sociali” danno ai comuni un ruolo centrale per realizzare il “sistema locale della rete di servizi sociali“.
 
Molto, quindi, si può fare per arginare la disperata situazione: si dovrebbe prevedere, in ogni area di disagio, un gruppo di monitoraggio dove si incontrino periodicamente rappresentanti delle ASL, dei Comuni, del volontariato e referenti tecnici dei progetti… Non sempre le lacune del settore sono state imputabili alla solita mancanza di risorse.  Al contrario, è anche accaduto che alcuni progetti non sono stati realizzati perché le risorse sono rimaste inutilizzate!
 
Il Comune dovrà coinvolgere e responsabilizzare il settore non-profit. I soggetti del Terzo settore sono inseriti dalla legge tra gli “attori” sia della programmazione che dell’organizzazione del sistema integrato (art. 1 comma 4) sia dell’erogazione dei servizi (art. comma 5). Succede invece, a Modugno, che il Terzo Settore viene chiamato solo in prossimità di scadenze amministrative dettate dalla Regione, insomma quando proprio è necessario per legge.
 
Gli obiettivi della nuova amministrazione comunale: Progetti individuali per le persone disabili; Sostegno domiciliare per le persone anziane non autosufficienti; Sostegno delle responsabilità familiari; Assegni di cura e altri interventi a sostegno della maternità e della paternità responsabile; Conciliazione tra il tempo di lavoro e il tempo di cura; Servizi di sollievo per anziani; Sostegno alla genitorialità, anche attraverso la promozione del mutuo aiuto tra le famiglie; Servizi per l’affido familiare; Prestazioni di aiuto e sostegno domiciliare, anche con benefici di carattere economico; Dipendenze; Immigrazione; Salute Mentale; Nuove Povertà.
 
Si ripartirà, dunque, dalla Riorganizzazione totale dell’Ufficio di Piano dotandolo di professionalità che vengano dal mondo del III Settore; da un’attenta analisi dei bisogni; dalla possibilità di favorire la creazione di lavoro attraverso l’incentivazione alla creazione di imprese giovanili.
 
Per l’assistenza, un buon esempio viene da altri Comuni che hanno creato modelli di affidamento dei servizi sociali ( “voucher” attraverso sistemi di accreditamento e carta dei servizi).
 
* Occorre la realizzazione di una rete gratuita di connettività wireless per la diffusione tra i cittadini del WiFi pubblico, promuovendo la cultura digitale e il diritto di accesso gratuito a internet. Inoltre, data la mancanza di trasparenza adottata sinora a Modugno, non è noto ai comuni cittadini quali software siano utilizzati dalla amministrazione: qualora non sia già utilizzato l’open source, è assolutamente necessario che lo si utilizzi, insieme con azioni per snellire procedure amministrative e favorire l’informazione e la comunicazione ai cittadini delle iniziative, di qualsiasi natura, dell’amministrazione.
 
Di là dai singoli punti del programma, Modugno ha bisogno di una guida autorevole, politicamente e culturalmente omogenea. Ha bisogno di amministratori che non abbiano personali interessi da tutelare e che abbiano, anche per questo, la capacità di amministrare per un’intera legislatura. Sinistre vicende degli anni 2011-2012 (minacce a consiglieri, dimissioni allarmanti di assessori e di consiglieri e così via [sfociati negli arresti del 2012]) dimostrano che la questione morale e criminale, a Modugno, è lontana dall’essere stata risolta. E questa è, su tutte, la “questione modugnese”. Un Paese che non può essere amministrato da pochissimi potentati economici ormai non solo “per interposta persona” ma addirittura direttamente. La “questione modugnese” è questione democratica ma anche e soprattutto questione morale.
 
 Il programma con il quale l’odierno candidato sindaco si presenta è sostanzialmente quello qui evocato; nulla di quanto prospettato e sollecitato nel 2011 è stato se non realizzato anche solo accennato con atti e gesti significativi. La frustrazione della popolazione, vilipesa da amministratori senza scrupoli, è un dato di fatto non più ignorabile e va affrontata con severe condotte moralmente e politicamente ineccepibile dei nuovi amministratori.
 
Modugno, 24 aprile 2013                                                                                      
 
Dr. Nicola Magrone”
 
Fin qui, le dichiarazioni programmatiche 2011-2013.
Non sembri improprio averle riproposte: lo scopo è ricordare, in maniera assai approssimativa, lo stato grave nel quale la città di Modugno è stata trovata al momento dell’insediamento dell’amministrazione Magrone.
 
L’ANNO DI AMMINISTRAZIONE MAGRONE (GIUGNO 2013 – AGOSTO 2014)
 
E’ noto che il sindaco Magrone, insediatosi a giugno 2013, ha amministrato il Comune per un anno fondando la sua attività sui principi formulati per elezioni del 2011, ribaditi e articolati nel 2013. Principi condivisi dai soggetti politici che costituirono, nell’uno e nell’altro caso, la coalizione a sostegno di Magrone.
 
E’ altrettanto noto che la fedeltà al programma è stata a dir poco puntigliosa.
 
Si riportano, qui, i momenti più significativi dell’azione amministrativa del Sindaco, della Giunta, delle Commissioni consiliari, del Consiglio, esempio di coerenza con il programma proposto alla comunità.
 
Il sindaco non intasca l’indennità di carica: Magrone, infatti, come aveva promesso in campagna elettorale, devolve quel denaro in borse di studio per gli alunni e studenti di Modugno meritevoli e in situazioni di disagio economico: tra il 2013 e il 2014, la fondazione onlus Popoli&Costituzioni, in collaborazione con dirigenti e docenti delle scuole cittadine, assegna 65 borse di studio (tra i 150 e i 400 euro) a bambini e ragazzi tra i 10 e i 19 anni e distribuisce oltre 350 attestati di stima.
 
 Come aveva promesso in campagna elettorale, il sindaco Magrone tiene periodici incontri pubblici con i cittadini per parlare delle maggiori questioni riguardanti Modugno, inaugurando un inedito stile di ammini­strazione. Incontri tenuti a settembre 2013, aprile, giugno e agosto 2014.
 
Tagliate le spese inutili di affitti per uffici comunali, trami­te l’utilizzazione di im­­mobili dei qua­li il Comune di Modugno è pro­prietario e che non ha mai usato, pagando per anni onerose loca­zio­ni a pri­va­ti. Ri­or­­­ganiz­za­zione de­gli uffici significa più sicurezza per i dipendenti (per l’Ufficio Entrate e l’assessorato ai servizi sociali), meno disagi per gli utenti. La nuova dislocazione consentirà anche la possibilità di ospitare il Centro Anziani e asso­ciazioni che si di­stinguono partico­lar­men­te per finalità isti­tu­zionali e so­ciali, come l’Unitalsi, con le sue attività in favore dei disabili, e l’Istituto del Nastro Azzu­r­ro, . in un luoghi assai più decorosi.
 
Tagliate le spese di illumi­na­zione pubblica con l’ammoderna­men­to della rete cittadina in tutti i quar­tieri e l’utilizza­zione di nuove lampade a led ottenendo più luce e più sicurezza.
 
 
 
Tagliate le spese di gestione, utilizzando una legge del giugno 2014: l’Amministrazione Comunale avvisa tutti i forni­tori di beni e servizi dell’ente che devono es­sere abbattuti del 5% i costi dei con­tratti, pena lo scioglimento dei con­tratti stessi. Il risparmio annuo calcolato è di ben 850.000 euro, perché molti sono i con­tratti interessati. Con lo scioglimento del consiglio e dell’ amministrazione non si sa se questo risparmio sia stato ulteriormente perseguito. L’intento dell’Amministrazione, se confermata il prossimo 31 maggio 2015, sarà comunque perseguito concretamente
 
 
 
Tagliate le spese di gestione con appalti trasparenti che hanno finalmente eliminato proroghe trentennali (come per il software di gestione uffici: per il quale, per la prima volta, è stata bandita una gara che consente di pagare il servizio € 211.000,00 per tutti e tre gli anni di durata del contratto. La precedente gestione software costava alle casse comunali oltre € 250.000,00 l’anno, per il solo servizio standard).
 
 
 
Tagliate spese con la programmazione triennale del fabbisogno del personale e il piano occupazionale 2013, con cui si procede alla ottimizzazione delle risorse sulla base del bilancio previsionale 2013 e del bilancio pluriennale 2013-2015. Migliore funzionamento dei servizi nel rispetto delle disposizioni del patto di stabilità interno e del principio della spending review.
 
 
 
Riportata la Fiera del Crocifisso nel centro urbano, nella considerazione della tradi­zione e dell’impat­to econo­mico sul paese. L’amministrazione Magrone ha definito ogni aspetto della nuova strutturazione, compresa la planimetria che asse­gna i posteggi agli operatori e offre maggiori condizioni di sicurezza per opera­tori e visitatori. Piazza Sedile, Corso Vittorio Emanuele, Corso Umberto e Piazza Garibaldi – decide la giunta – costituiranno il nuovo sito della Fiera del Crocifisso. Per il Sindaco, “se la valorizza­zione del territorio e delle sue tradizioni non sono formule vuote, la Fiera del Crocifisso deve essere restituita alla sua dimensione più compiutamente cittadina”. [A novembre 2014, ad amministrazione ormai caduta da tempo, l’edizione 2014 della Fiera si svolge in parte nelle vie del centro (però, senza che nessuno lo abbia formalmente deciso, Piazza Umberto viene eliminata dalle strade interessate): la ‘nuova’ Fiera riceve un grande successo, incassando il gradi­mento dei cittadini e dei vari operatori coinvolti].
 
 
 
Difesa del lavoro col piano di salvataggio lavoratori OM pre­sentato alla Regione Puglia (e da questa inspiegabilmente tenuto in freezer mentre si continuano a perseguire vie non risolutive).
 
A conclusione di molti mesi di lavoro, l’amministrazione Magrone acqui­­sisce la disponibilità di un’importante azienda a rilevare lo stabilimento, per riconvertire il sito produttivo e salvaguardare i posti di lavoro di circa 230 operai specializzati, impegnati in una difficile vertenza e un duro braccio di ferro con la multinazionale tedesca Kion. La proposta di salvataggio, illustrata dal sindaco Magrone all’assessore della Regione Puglia al lavoro, prevedeva che il Comune di Modugno rilevasse a titolo gratuito lo stabilimento – acquisito anche il consenso della proprietà Kion all’ operazione – e lo cedesse poi, sempre a titolo gratuito, al nuovo inve­stitore individuato dall’amministrazione comunale, un’azienda pugliese di rilevanza internazionale.
 
Sinora (aprile 2015) pare sia stata attuata solo la prima parte della proposta di Magrone: l’acquisizione dello stabilimento al Comune di Modugno.
 
Ad ogni modo, nonostante l’impegno profuso dall’amministrazione Magrone, inspiegabilmente il Comune di Modugno non è mai stato coinvolto attivamente nelle trattative per la soluzione della vertenza. A Ferragosto 2013, Magrone era l’unico degli amministratori (nazionali, regionali, provinciali e comunali) al presidio dei lavoratori che, con i loro famigliari, manifestavano sotto il sole in difesa dei posti di lavoro.
 
 
 
Con l’amministrazione Magrone a Modugno si ha final­men­te una nuova graduatoria per l’assegnazione di alloggi di edilizia resi­denziale pubblica: questa nuova graduatoria pone finalmente ter­mi­­ne a un blocco delle graduatorie delle case popolari durato ben 23 an­ni. Il concorso riguarda gli appartamenti che via via si liberano. Benché vi sia carenza di alloggi pubblici da dare in affitto, la gra­dua­to­ria è necessaria anche per le provvidenze decise dalla Regione Puglia per le ‘morosità incolpevoli’ (chi non è in grado di pagare l’affitto perché senza reddito o con reddito basso).
 
 
 
Chiesti, per la prima volta, a Sorgenia per la centrale turbo­gas installata nel 2009 nel territorio di Modugno, il pagamen­to degli one­ri di urbanizzazione e delle ‘compensazioni’ (è giusto rifiutare le com­pensazioni quando si cerca di evitare che venga instal­lato l’impianto – non si monetizza la salute – ma quando l’impianto è stato in­stallato ed è attivo, è anche doveroso che i cittadini ne abbiano qual­che ‘ritorno’ economico): per le sole ‘compensazioni’ Sorgenia si impe­gna a pagare circa 1.800.000 euro, promettendo anche di fornire energia elet­trica gratuitamente a tutti gli immobili comunali, comprese le scuole. Sciolto il consiglio comunale e fatta cadere l’ammini­stra­zio­ne Magrone, non si sa se il Comune di Modugno abbia continuato a chiedere a Sorgenia il dovuto.
 
 
 
Per le elezioni europee del 25 maggio 2014, gli scrutatori sono sorteggiati tra i disoccupati e gli studenti, per decisione del sindaco Magrone (che accoglie una proposta di ‘Fratelli d’Italia’) e per volontà dell’amministrazione comunale. Per la prima volta, dunque, gli scrutatori, dopo un avviso pubblico, sono scelti con un sorteggio fatto esclusivamente tra disoccupati e studenti. Le domande giunte al protocollo del Comune da parte di coloro che risultano in possesso dei requisiti (228) soddisfano l’intero fabbisogno di scrutatori (effettivi e supplenti): vengono infatti sorteggiati 136 scrutatori effettivi e 65 supplenti, 201 in tutto, per i 34 seggi elettorali di Modugno. [Il criterio seguito dall’amministrazione Magrone, di fatto, ha sottratto anche la nomina degli scrutatori alla gestione partitico-clientelare dei posti da scrutatore riesumata nel 2006 dal Parlamento. Secondo la norma, infatti, anche se la ‘nomina’ dovesse venir fatta dopo un sorteggio, è la commissione elettorale comunale (Cec), formata da espo­nenti della maggioranza e della minoranza, che nomina gli scrutatori all’ unanimità. Se non c’è l’unanimità, allora ciascun membro della commissione elet­to­rale vota per solo “un nome”, per ciascuna sezione. La nomina degli scrutatori è sta­bi­li­ta dall’art.6 della legge 95/1989 (che disciplina l’istituzione dell’albo e la scelta delle persone idonee all’ufficio di scrutatore di seggio elettorale), modificato dall’art. 9, comma 4, della legge 270/2005 e dalla legge 22/2006 (articolo 3-quinquies)]. La prima volta di Magrone è, comunque, per ora anche l’unica: già per le elezioni del 2015, la ‘politica’ a Modugno si è ripresa la sua parte scegliendo di riservarsi per le proprie nomine privilegiate un quarto degli scrutatori da nominare].
 
 SCUOLA E SPORT
 
Sospeso il trasferimento di aule e strutture della scuola F. d’Assisi nella ‘G.Ro­dari’, di­spo­sto dal commis­sario prefet­ti­zio nel 2012. L’o­biet­tivo è evitare un si­cu­ro disa­gio per bam­­­­bi­­ni e ge­ni­tori e fa­­vo­rire l’ in­te­grazione di studen­ti e fa­miglie extra­co­mu­nitari; nello stesso tem­po, razio­na­liz­­za­re l’uso degli im­­mo­bili co­­mu­nali do­­po aver ri­le­vato che il Comune con­tinua a pagare da anni onerosi affitti, pur essendo proprie­ta­rio di immo­bili non usati in ma­niera adeguata .
 
Adozione piano comunale per il diritto allo studio, incorag­giato dalla Regione Puglia con finanzia­menti diretti.
 
Riaperto l’asilo nido comunale, dopo anni di chiusura per interminabili lavori di ristrutturazione. La sede, ampliata e ristrutturata, con diversificati angoli ricreativi, ospita 32 bambini.
 
 Lavori di impermeabilizzazione nelle scuole Collodi (Quar­tie­re Cecilia), De Amicis, San Domenico Savio (via Paradiso), Dante Alighieri e Vito Faenza, ri­sol­vendo i problemi di infiltrazioni d’acqua. Previsto il rafforzamento della videosorveglianza.
 
Controlli straordinari, per la prima volta, in tutte le scuole per valutare agibilità e messa a norma. Controlli – giova ripeterlo – mai fatti prima, dai quali è risultato che nessuna scuola è a norma.
 
Anche sulla base dell’esito dei controlli, nel bilancio approvato dalla giunta per il 2014, l’amministrazione Magrone previde per i lavori da fare 700.000 euro (200.000 per l’ade­gua­men­to normativo e 500.000 per la manutenzione straordinaria). Purtroppo, con lo scio­glimento del consiglio (a causa di 13 consiglieri in fuga dalle proprie respon­sabilità nel rias­set­to urbanistico) è caduta la giunta e gli uffici incaricati non sono stati in gra­do di dare una veloce esecuzione ai lavori. Nel Piano triennale delle opere pubbliche (2014-2016) l’ammi­ni­stra­zio­ne Magrone ha previsto, da bilancio, per adeguamento normativo e manutenzione straor­dinaria di istituti scolastici e comunali in tutto 1.600.000 euro. Nel Piano triennale 2015-2017, approvato dal commissario prefettizio a marzo 2015, il finanziamento dal bilancio è pur­troppo diventato di 1.100.000 euro da 1.600.000 approvato dall’amministrazione Magrone. Per il 2015, il Piano approvato dal commissario prevede esattamente i 700.000 euro già stanziati dall’amministrazione Magrone nel bilancio 2014 e non spesi dagli uffici incaricati.
 
Nel Piano triennale – Omologazione del campo di calcio Palmiotta con lavori di adeguamento ai criteri di agibilità.
 
Stanziamenti nel piano triennale dei lavori pubblici per la ristrutturazione del Palazzetto dello sport.
 
Adeguamento delle tariffe per l’uso delle strutture sportive ai costi che comporta per il Comune. Gratuità per utenti appartenenti alle fasce disagiate e alla categoria dei disabili.
 
Ottenuto un finanziamento di 525.000 € dalla Regione Puglia per una pista ciclabile (Viale della Repubblica e Via Paradiso).
 
Ridotto il costo del pasto per i ragazzi alla mensa scolastica.
 
 
 
AMBIENTE E SALUTE PUBBLICA
 
Ordinanza e avvio delle procedure per la messa in sicurezza del ‘bubbone’ del quartiere Cecilia: un rudere di 5 piani, transitato per una società con sede in Liechtenstein, dimenticato da 45 anni e a rischio crolli. “Il rudere – spiega Ma­grone – costi­tuisce una ‘minac­cia attuale e con­tin­gente’ ed è, per que­­­sto, mio pre­ci­so dove­re adottare provve­dimen­ti ‘di neces­sità’. Tra l’al­tro, il piano terra vie­ne utiliz­zato come garage, tutt’ in­torno al ‘bub­bone’ ci so­no costan­te­men­te auto in sosta: so­prattutto, non si può ri­schia­re che corrano pe­ri­coli bambini che ci si av­ven­tu­rano per gioco”. Il prefetto di Bari, Antonio Nunziante, annulla l’ordinanza, affermando che i lavori di messa in sicurezza possono essere compiuti seguendo le “procedure ordinarie”. Vengono attivate le procedure ordinarie. Dallo scioglimento del consiglio (22 agosto 2014), con la caduta dell’amministrazione Magrone, non sembra che le “procedure ordinarie” abbiano sinora sortito l’effetto della messa in sicurezza del ‘bubbone’.
 
Ordinanza del sindaco per la messa in sicurezza della palazzina prospiciente la trecentesca Chie­sa di S. Antonio, nel Centro storico, per la salute pubblica e per recuperare alla frui­­zione della comunità un bene storico come la Chiesa, di struttura bizantina. I lavori sono stati avviati il 10 novembre 2014 e si sono ormai conclusi. La Chiesa, oggi, è, dopo 14 anni di disinteresse generale, restituita alla sua dignità.
 
Interventi di manutenzione straordinaria per verde pubblico.
 
Riorganizzata la Protezione civile comunale.
 
 Elettrodotto quartiere Cecilia, definito nell’aprile 2014 l’ac­cor­­do tra Rfi e Ferrotramviaria per l’interramento dopo una fitta serie di incontri, voluti dal Sindaco Magrone, alla Regione Puglia. L’ac­cor­do viene stipulato durante un ennesimo incontro tra le parti coinvolte nel progetto di prolungamento della Ferrovia Metropolitana ‘Bari Centrale-Quartiere S. Paolo’. Nell’assessorato ai Trasporti della Regione Puglia l’ing.Pagone per Rete Ferroviaria Italiana, l’ing. Massimo Nitti, Direttore Generale Ferrotramviaria, e Bernardo Grilli, responsabile della società di progettazione della Ferrotramviaria, alla presenza dell’assessore regionale ai Trasporti Giovanni Giannini e del sindaco Magrone, concordano che, con i lavori di completamento della metropolitana, sarà eseguito il contestuale interramento dell’elettrodotto. RFI si occuperà del progetto di interramento, Ferrotramviaria della sua esecuzione, l’assessore regionale individuerà i fondi tra risorse europee e statali.
 
Ordinanza di divieto di insediamento di nuovi impianti industriali inquinanti nella città di Modugno. Il provvedimento del Sindaco, responsabile della pubblica sanità, viene approvato all’unanimità dal consiglio comunale ed è ispirato ai principi di precauzione (per i gravi pericoli che costituiscono una minaccia grave e contingente) e di prevenzione (per i pericoli che configurano una minaccia anche solo potenziale per la comunità). Il provvedimento deriva dall’aver accertato che il sistema di rilevamento della qualità dell’aria del Comune (gestito da ARPA Puglia) da tempo non è in grado di fornire dati certi e attendibili, cosa che impedisce il monitoraggio dell’inquinamento. Su ricorso dell’Area per lo Sviluppo Indu­striale (ASI), il TAR annulla l’ordinanza. Ma le motiva­zioni dell’ordi­nanza del Sindaco restano intatte: la città è infatti co­stret­ta a convivere con le emissioni di un notevole traffico autoveicolare e di una estesa zona industriale dagli impianti impattanti sull’ambiente. Bisognerà insistere a tutela ella salute pubblica.
 
Controlli più intensi sulla qualità dell’aria. Li ha ottenuti l’amministrazione sollecitando Arpa con richieste reiterate, soprattutto dopo che hanno avuto ampi riscontri le denunce dell’assessore comunale all’ambiente sulla scarsa efficienza delle centraline di monitoraggio della rete gestita da Arpa. A metà marzo 2014, Arpa Puglia dà ragione all’amministrazione Magrone: il malfun­zionamento delle centraline viene confermato attraverso il rapporto 2013 sulla rete di monitoraggio della qualità dell’aria, installata al servizio della centrale a turbogas Sorgenia (http://www.arpa.puglia.it/web/guest/sorgenia, pp.12-13).
 
L’amministrazione Magrone, dopo molti incontri e riu­nio­ni e con un grande la­vo­ro di approfon­di­mento, riesce a ot­te­ne­re che il Comi­tato del­la Regione Puglia per la ‘Valutazione di impat­to ambien­ta­le’ sot­to­pon­ga a ‘Via’ Eco­fuel, un impian­to di depo­li­me­rizza­zione della plastica per la pro­duzione di com­bu­­­stibile che, sin dal­l’estate 2012, ave­­va av­viato nel si­­len­­zio generale, l’ iter per in­se­diar­­si nel­l’area di Modugno. L’impian­­to, secondo prime valutazioni de­gli or­ga­ni prepo­sti, non sarebbe in­qui­nante, ma l’amministrazione rileva, con aiuti tecnici, che lo stabilimento ­- usando rifiuti plastici – di fat­to si pre­­senta come un inceneritore di pla­stica per produrre com­bu­sti­bili pe­san­ti, un impianto dunque po­ten­zialmente dannoso per la qualità dell’aria. L’insediamento è, allo stato, scongiurato.
 
Bonifica discariche abusive, con la rimozione tra marzo e aprile 2014, di 867 tonnellate tra rifiuti speciali pericolosi, ingombranti, materiali di risulta su un’area di 1292 metri quadri. Il Comune interviene su 8 discariche abusive nella immediata periferia della città.
 
 Disposti più controlli sull’abbandono di rifiuti speciali o pericolosi nelle campagne e sui conferimenti dei rifiuti solidi urbani in cassonetto, fuori dagli orari prestabiliti. Attenzione e sopralluoghi continui anche in aree private, lasciate nell’incuria con sversamenti di materiali di vario genere, creando potenziali criticità sanitarie.
 
 Contrasto al randagismo. Campagna di sensibilizzazione per la sterilizzazione dei cani padronali con contribuzione fissa di 100 euro per ogni cane da sterilizzare, ottenuti in riferimento alla deliberazione della giunta regionale n.2505 del 27 novembre 2012. Tramite una convenzione con tutti i veterinari di Modugno, tutti i proprietari di cani iscritti all’anagrafe canina hanno potuto avere accesso ai contributi, rivolgendosi al proprio veterinario di fiducia.
 
Area sguinzagliamento cani. Nell’estate 2014 (scioglimento del Consiglio comunale) il progetto era in via di definizione e realizzazione. Poi non si sa che fine abbia fatto.
 
 
 
Area ex CEMEN­TERIA. Una svolta storica, per la città di Modugno è costituita dal fatto che, su proposta della maggioranza, il consiglio comunale appro­va all’una­ni­mità la destina­zione dell’area della ex cementeria a verde, a par­co pubblico, dopo la com­ple­ta bonifica dall’amian­to e do­po l’ado­zione di una va­rian­te al piano regolatore. E’ una que­stione di fondo nell’idea dell’am­mi­ni­stra­zio­ne Ma­­­gro­­ne di svilup­po della città, stori­ca batta­glia di civiltà del sin­da­co e del suo movi­mento: più verde e meno inutili ca­pan­noni indu­striali (per le attività pro­dut­tive, riuso di quelli esistenti, che sono in sovrannumero e, molti, inutilizzati).
 
 
 
Odori molesti TERSAN Puglia. La insistente richiesta di controlli fatta dall’amministrazione Magrone ad Arpa Puglia porta a un sopralluogo accurato e a una pesante relazione dell’Agenzia regionale per l’ambiente (ARPA Puglia), e a una diffida (marzo 2014) da parte della Provincia, ente competente sulle autorizzazioni ambientali, affinché sia reso efficiente il sistema di abbattimento dei cattivi odori. Nella relazione di Arpa si attesta infatti, anche in questo caso per la prima volta, che i livelli ‘odorigeni’ delle lavorazioni di Tersan “sono tali da poter determinare molestia per la popolazione esposta” e che le “criticità riscontrate” sono tante.
 
[Il 30 settembre 2014 scadeva il termine ultimo imposto a Tersan dalla Provincia per l’eliminazione degli odori molesti: lo scioglimento del consiglio ha privato Modugno e l’amministrazione Magrone della capacità di controllo su quanto da allora ad oggi è accaduto. Nonostante il Comune possa far poco in una vicenda nella quale non ha poteri suoi propri e nella quale le decisioni giudiziarie danno sinora ragione a Tersan, si deve essere pronti a riprendere subito questa vera e propria battaglia intorno al diritto dei cittadini a non essere continuamente offesi].
 
In consiglio comunale nell’aprile 2014 l’amministrazione Magrone porta ancora un passaggio decisivo per un cambiamento culturale epocale in materia di gestione dei rifiuti. Con voto pressoché unanime (23 voti favorevoli e 1 astenuto) viene approvato il Piano Industriale per la Gestione Integrata dei Rifiuti Urbani, accogliendo una coraggiosa sfida: l’era della differenziata spinta con la raccolta “porta a porta”.
 
Il progetto parte da lontano e da chi ha creduto nella strategia ‘Rifiuti Zero’: all’Amministrazione, è spettato il lavoro non facile e non semplice di portarla a compimento. La grande novità che viene introdotta nella gestione dei rifiuti in ambito Aro (un consorzio di sette Comuni di cui Modugno è capofila) è il principio “Chi più inquina più paga”, principio che si traduce nell’applicazione della Tariffazione Puntuale: il costo del nuovo servizio unico di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani sarà giustamente legato e commisurato alla quantità di rifiuto indifferenziato prodotto dalle singole utenze.
 
[Attualmente (aprile 2015) si sta completando l’iter della gara di appalto (che dall’agosto 2014, dopo lo scioglimento del consiglio e la conseguente caduta dell’ammi­ni­strazione, ha subito qualche rallentamento). L’auspicio è che si giunga anche a Modugno a una vera differenziata, dopo tanti anni di mala gestione, e anche a una migliore pulizia delle strade, problema che affligge sia il centro cittadino sia, in particolar modo, quartieri come Cecilia e Campolieto, nonostante i controlli e i rilievi mossi all’azienda – anche questi, per la prima volta – dall’amministrazione Magrone].
 
CULTURA
 
Gli eventi culturali, come “Uscite di sicurezza”, “La valle dell’eremita” alla Madonna della Grotta, e “Papavero e memoria” sono state importanti e inedite rassegne di incontri, dibattiti con protagonisti della cultura nazio­nale e concerti di artisti di rilievo. Nel periodo natalizio per “Festa d’inverno” 2013-2014 e “Illumi­nazioni”, si sono tenuti concerti con Erica Mou, Fabrizio Piepoli, Mi­che­le Lobaccaro, il con­certo di Capodanno (con Roberto Ottaviano e Nando Di Modugno), animazioni sociali e cul­tu­rali, spettacoli teatrali per bambini e adulti, mercatini in diverse aree cittadine e con la collaborazione di varie associazioni cittadine.
Interventi in aree urbane degradate con azioni di guerrilla gardening.
Al quartiere Cecilia Festa di Primavera, in collaborazione con il gruppo di mamme attive nel quartiere, con esibizioni di clowns, giocolieri e artisti di strada.
Domenica del Baratto in piazza e due fiere dell’artigianato nel centro storico.
Tra le altre, tre manifestazioni cicloturistiche; la Notte bianca dello sport con finalità benefiche, con l’Associazione Piazza Pubblica.
Conferimento della cittadinanza onoraria a Besnik Sopoti, pittore, scrittore ed artista, nato a Bari nel 1935 da padre albanese e madre italiana, residente a Modugno dal 1991, che non ha la cittadinanza italiana a causa dei residui effetti delle leggi razziali del fascismo. Su proposta di Magrone, il consiglio comunale approva all’unani­mità il conferimento della cittadinanza con questa motivazione: “Testimone del valore morale, sociale e politico dell’identità nazio­nale, intellet­tuale libero e indi­pen­dente, vittima della violenza raz­ziale negli anni della bar­barie tota­litaria e dopo. Citta­dino vero ed esem­plare di Mo­du­gno che lo rico­no­sce come uno dei suoi figli più miti nelle re­la­zioni sociali e più in­fles­sibili nella difesa della demo­crazia e della libertà”.
Richiesta alla Soprintendenza di avvio del procedimento di dichiarazione di interesse culturale per l’ex Teatro Santa Lucia, per la tutela dell’edificio inaugurato nel 1931. Magrone aveva anche cer­cato un’intesa con la proprietà dell’immobile per tentare di recupe­rare la struttura alla sua antica funzione culturale: la trattativa, favo­rita dalla volontà di collaborare dell’imprenditore, è stata interrotta dallo scio­glimento del consiglio comunale. Il procedimento della Soprin­tendenza ha fermato, a ottobre 2014, le ruspe che stavano per tra­sformare l’edi­fi­cio in un conte­ni­tore di uffici e apparta­menti. A dicembre 2014 la dichiarazione del Ministero dei Beni e delle Attività culturali, dell’interesse culturale, riconosciuto con DDR 11/12/2014, e dell’assoggettamento a vincolo di tutela dell’immobile.
Il progetto di completa­men­to del re­stau­ro del Casa­le forti­ficato di Bal­si­gna­no viene ap­pro­vato defi­ni­ti­vamente dall’ammi­­ni­stra­zione Magrone: il costo comples­sivo è stato di 1.450.000 euro (1.100.000 euro con fondi comunitari PO FESR 2007/2013 e per 340.000 euro col bilancio comunale). Restano il problema della sicu­rez­za e quello del parcheggio; proble­mi, che erano stati quasi del tutto risolti dall’amministrazione Magrone. Per il parcheggio, senza del quale il bene è difficilmente fruibile, la soluzione trovata sarebbe pe­rò sfumata a causa dello scioglimento del consiglio (22 agosto 2014).
EQUITA’ FISCALE
 
Le scelte fiscali dell’amministrazione Magrone sono state improntate sia nel 2013 sia nel 2014 a proteggere i ceti meno abbienti, seguendo il criterio costituzionale della equità fiscale.
 
2013
    – TARES: per l’impegno dell’amministrazione Magrone a Modugno vengono stabilite aliquote più eque che in qualsiasi altro comune della Puglia per questa imposta vessatoria fissata dal governo nel 2013. L’amministrazione Magrone, infatti, modifica le precedenti disposizioni del commissario prefettizio, con graduazioni e ampliamenti di esenzioni ed agevolazioni.
 
    – IRPEF: riduzione di imposta per circa 100.000 euro sull’addizionale comunale (esenzione totale dall’addizionale per i redditi fino a € 36.000, dimezzamento sulle aliquote dei primi scaglioni per redditi immediatamente superiori a 36.000 euro).
 
2014
 –   mini-IMU: evitato ai cittadini di Modugno il nuovo balzello battezzato mini-IMU sulla abitazione principale (sono stati invece 2.300 i Comuni italiani colpiti dall’obbligo del versamento mini-IMU).
 
    – TASI: evitato ai cittadini di Modugno il pagamento della TASI, nuova imposta introdotta per il 2014 dal governo centrale, una IMU mascherata sulla prima casa che colpisce tutti i possessori di immobili e, in parte, anche gli affittuari. La scelta di non far pagare la Tasi ha dunque alleggerito non poco il peso contributivo, dal momento che la Tasi colpisce non solo tutti i proprietari di casa, patrimonio per il quale magari il proprietario sta pagando un mutuo da anni e per anni, ma anche gli affittuari.
 
   – IRPEF: le scelte fatte dell’amministrazione vengono alterate dalla decisione del commissario prefettizio (Delibera n. 16 del 30 settembre 2014) di imporre a tutti i redditi e indiscriminatamente l’aliquota massima (0,80%) dell’addizionale comunale Irpef.
 
LAVORI PUBBLICI
 
Acquisiti al demanio stradale terreni di proprietà privata, ma di uso pubblico ininterrotto da oltre vent’anni. Tale modifica è prevista dalla legge a titolo gratuito.
 
Accordo storico, a maggio 2014, tra il sindaco Magrone e l’impren­ditore Vito Su­sca per l’acquisizione al patri­monio comunale di vaste aree del quar­tiere Porto Torres. Vengono final­mente accolte, per la prima volta dopo 40 anni, le istanze dei citta­dini del quar­tiere: stra­de, illuminazione stra­da­le, verde diven­ta­no pub­blici e saranno così gestiti dal Comune. La qualità della vita a Porto Torres può co­min­ciare a cambia­re.
[Oggi (aprile 2015), sono terminati il frazionamento catastale e la raccolta delle adesioni dei cittadini: è così concluso l’iter burocratico che porta (dopo 40 anni di inerzia e di almeno 15 anni di prese in giro da parte delle varie giunte Pd-Udc-Fi) a garantire ai circa 1700 abitanti del rione un traguardo storico, l’inizio della risistemazione complessiva del quartiere che tanti anni di assenza di interventi pubblici hanno ridotto in una condizione di degrado. Per questi lavori, l’amministrazione Magrone ha già anche previsto nel piano triennale di opere pubbliche 2014-2016 uno stanziamento complessivo di 750.000 euro. L’iter sarebbe potuto essere ancora più veloce se il 22 agosto 2014 non fossero decaduti sindaco, giunta e consiglio comunale, per le dimissioni dinanzi a un notaio di 13 consiglieri comunali.  Gli abitanti di Porto Torres (più che un quartiere, un enorme condominio di grandi palazzi compresi in un’area tutta privata)  lamentavano, inutilmente, da decenni le difficili condizioni in cui sono costretti a vivere. In 40 anni nessuna risposta, nessun atto concreto. A giugno 2013 l’arrivo del sindaco Nicola Magrone e della sua giunta e la firma, nel maggio 2014, della storica intesa con la proprietà per la cessione dell’area privata al patrimonio pubblico].
 
Manutenzione straordinaria di strade e piazze per il periodo 2014-2016. Previsto con programma triennale e spesa di 1.870.000 €, il rifacimento del manto e lavorazioni accessorie per strade e piazze. 52 le strade in elenco con uno sviluppo di circa 7 km. Prevista anche una rotatoria alla confluenza di via Roma e viale della Repubblica. Negli anni precedenti non vi sono stati interventi di tale entità.
 
Rigenerazione urbana (ciascuno dei progetti elencati qui dall’estate 2014 non sembra essere progredito nel suo iter; se non procedono, e celermente, il rischio è che possano andare perduti i finanziamenti disposti dalla Regione tramite i Fondi europei, circa tre milioni di euro)
 
– Il 16 settembre 2013 affidamento della progettazione per la riqualifi­cazione di Corso Umberto (850.000 € il finanziamento che era previsto, conclusione lavori entro il 2014 ma non sono neppure cominciati).
– Il 30 settembre 2013 aggiudicata la gara per l’affidamento dei lavori di riqualificazione urbana di aree degradate del Quartiere Cecilia.
– Centro Storico: pubblicato bando per individuazione del progettista.
– Piazza Pio XII: espletamento gara per individuazione progettista.
– Via Magna Grecia: progetto esecutivo in corso di perfezionamento.
 
WELFARE
 
Predisposti dall’Amministrazione Magrone strumenti, dei quali il comune di Modugno non era dotato, indispensabili per fruire anche delle nuove possi­bilità offerte dal 2014 da leggi na­zio­nali e regionali tra le quali quella di in­centivare il lavoro con i ‘can­tieri di citta­di­nanza’ e il ‘lavoro mini­mo di citta­di­nan­za’.
 
Adozione del PIANO SOCIALE di zona, lo strumento più importante in aiuto dei cittadini più bisognosi. Il Piano sociale consente di attivare molti servizi, compresi quelli già previsti in anni precedenti e mai attuati fino ad allora. Il Piano corona un percorso complesso guidato dal Comune di Modugno, capofila dell’ambito terri­to­riale Bari 10 (Mo­dugno, Bitetto e Bitritto), per indi­viduare obiet­ti­vi so­cio­assi­sten­­ziali e stanzia­re impor­tan­ti risorse finan­zia­rie (nazio­nali, regionali e comunali) necessarie per quegli obiet­tivi. Il Piano Sociale 2014-2016 con­ta nella pri­ma annualità su più di otto milioni di eu­ro, a disposizione del­l’in­tero ambito, per finan­ziare: 1) servizi alla prima infan­zia, per au­men­tare i posti nido in asili pubblici – a Mo­dugno passano dai 32 ai 40 massimi con­sentiti – con fon­di nazionali PAC (Piani di Azione e Coesione) e buoni di conciliazione vita-la­vo­ro per i genitori che non possono permet­ter­si asili privati; 2) tutela dei minori, con po­ten­zia­mento di adozione e affido; 3) accoglienza, con l’istituzione della Porta Unica di Accesso, punto di riferimento so­ciosanitario che facilita le rela­zioni con i citta­dini immigrati aiutandoli nel­­l’accesso e nella fruizione dei servizi. 4) Attivazione del Pronto Intervento Sociale e fornitura di beni di prima necessità per il contrasto alle po­ver­tà estreme e alle nuove povertà e per affrontare emergenze abi­ta­ti­ve, per­dita di lavoro e forti disagi econo­mici; 5) Attivazione dell’Assistenza Domiciliare Integrata per i soggetti in condizioni di non-autosufficienza e buoni di conciliazione per disabili e anziani; 6) po­ten­ziamento dei servizi per integrazione scolastica, trasporto disabili, con­trasto alla violenza, prevenzione delle dipendenze patologiche.
Potenziamento dell’Ufficio di Piano, struttura tecnica che cura il funzionamento del Piano Sociale di Zona. Malamente gestito nel passato, viene reso dall’Amministrazione Magrone finalmente in grado di operare con una dotazione organica completa e un Responsabile. Approvato anche il regolamento sul funzionamento dell’Ufficio. Il potenziamento dell’Ufficio di Piano ha consentito, per esempio, l’attivazione finalmente anche Modugno della Porta Unica di Accesso, che consente ai cittadini di accedere alla rete dei servizi socio-sanitari in maniera semplificata, univoca e integrata e di presentare istanza per tutti i servizi socio-sanitari dell’Ambito. Modugno era uno dei pochi Comuni della Puglia ancora privo della Pua, l’istituzione era attesa da oltre dieci anni.
Presentazione dei PAC, Piani di Azione e Coesione Infanzia/Anziani, per accedere ai fondi nazionali del Piano Sociale.
Lotta alle dipendenze patologiche e reinclusione sociale, The Social Factory: progetto sostenuto dal Comune di Modugno che vede coinvolti il Ser.T. Asl Ba e l’associazione di volontariato Cama Lila (Centro Assistenza Malati Aids-Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids), per realizzare un “Centro territoriale polivalente per attività di riabilitazione dei tossicodipendenti e di promozione della salute per adolescenti e giovani”.
Assegno di cura per le non autosufficienze e nuove povertà. Sostegno economico a favore dei nuclei familiari e dei caregiver privati (coloro che si occupano dell’assistenza continuativa e della cura a domicilio delle persone non autonome). All’insediamento dell’ amministrazione Magrone, la graduatoria si attendeva da tre anni.
 CONTROLLI DI LEGALITA’
 
Qui, due esempi (solo esempi) di ‘controlli di legalità’ su vicende che vedono i cittadini di Modugno finanziatori ignari di affari altrui.
 
Il mercato settimanale e il comodato d’uso ‘gratuito’
La vicenda dell’area del mercato settimanale (l’area nei pressi delle piscine comunali nella quale, secondo le decisioni della giunta Gatti, il mercato deve essere spostato) è assolutamente paradigmatica di come si son sempre fatti, tra ‘gentiluomini’, gli affari in questa città. Il sindaco Magrone ha visto che nel contratto di ‘comodato d’uso’ tra proprietà e Comune c’erano alcune ‘clausole capestro’ per il Comune e ha voluto eliminarle: ne ha ricevuto in cambio dure polemiche nelle quali è scesa in campo persino una delle società edilizie proprietarie dell’area. A causa della caduta dell’amministrazione per lo scioglimento del consiglio comunale con le dimissioni di 13 consiglieri, le ‘clausole capestro’ del contratto di comodato d’uso sono state poi eliminate dal Commissario prefettizio, che ha seguito, anche in questo caso come in molti altri, la linea tracciata da Magrone. I particolari della vicenda sono, come spesso accade, illuminanti.
 
Il mercato settimanale, che si svolge a Modugno il venerdì dalle 7 alle 14, fu spostato nel 1991 in via Salvo D’Acquisto, via Don Minzoni, via Cimarrusti. I cittadini abitanti nelle vie interessate, dai primi anni Duemila cominciarono a chiedere, lamentando vari disagi arrecati dalla presenza delle bancarelle, che si tenesse altrove.
 
Alla questione non fu, per anni, trovata soluzione finché nel 2011 il v. Sindaco Udc individuò l’area che gli sembrò la più idonea di tutte: una superficie di circa 4.000 metri quadrati nei pressi delle piscine comunali. L’area appartiene – è un caso? – alle società Edilizia & Ambiente ed Edilizia e Residenza, dei geometri Ferdinando Vernola (amministratore unico) e Peppino Longo (Udc) e fa parte, interamente, della superficie destinata a servizi in una proposta di lottizzazione ed edificazione presentata da Edilizia&Ambiente ed Edilizia e Residenza sin dagli anni 2006-2007 e tipizzata come ‘Zona di espansione C-comparto edilizia C2’. Nei comparti di tipo C – prevede il Piano regolatore generale di Modugno – le aree per servizi vanno cedute in modo gratuito.
 
Dunque, nel 2011, su richiesta del vicesindaco, i soci proprietari dell’area si dicono disponibili a dare i suoli al Comune di Modugno a titolo di ‘comodato d’uso gratuito’. Il 14 novembre 2011, la giunta Gatti approva all’unanimità (sindaco Domenico Gatti, vicesindaco Bellomo, assessori Leonardo Bozzi, Roberta Chionno, Elena Di Ronzo, Vito Signorile, Saverio Vacca, Carmine Viola) un Atto di indirizzo per lo spostamento del mercato settimanale da via Salvo D’Acquisto etc a via M/llo Di Cristo, via Savatti, piazzale parcheggi Piscine Comunali etc, benché nella stessa zona potrebbe forse essere utilizzata per lo stesso scopo un’area demaniale. Solo 20 giorni dopo, il 5 dicembre 2011 il v. Sindaco si dimette, per motivi ancora oggi oscuri ed esce dalla scena politica modugnese.
In esecuzione della deliberazione di giunta per lo spostamento del mercato (novembre 2011), il 6 giugno 2012 vengono stipulati i contratti di comodato d’uso tra il Comune di Modugno e i proprietari dell’area (Longo e Vernola). Con l’aggiunta di qualche precisa condizione.
 
In bilancio la giunta Gatti prevede 100.000 euro per i lavori di infrastrutturazione, piazzandoli nella ‘manutenzione strade, marciapiedi e piazze’. Nel dicembre 2012 per le note vicende giudiziarie che travolgono quella amministrazione, arriva il Commissario straordinario Alfonso Magnatta che, con proprie deliberazioni, approva (a dicembre 2012 e ad aprile 2013) i lavori da compiere: la spesa lievita da 100.000 euro a 130.774,60, cifra poi ulteriormente salita a oltre 180.000 euro.
 
Nell’estate 2014 i lavori si concludono. Il Pd – tramite il suo unico consigliere comunale – sin da maggio-giugno comincia a sollecitare lo spostamento del mercato (evidentemente perché siano portate a totale esecuzione le direttive della ‘sua’ giunta Gatti). Ad ogni modo, i lavori vengono ultimati e collaudati il 25 luglio 2014: solo da questa data, la nuova area, concessa in ‘comodato d’uso gratuito’, è pronta per lo spostamento del mercato.
 
COMODATO GRATUITO. A quali condizioni? Il sindaco, Nicola Magrone, che non si è occupato di alcun aspetto della vicenda ‘area mercato’, viene chiamato in causa il 25 luglio 2014 esclusivamente per firmare l’ordinanza dello spostamento delle ban­ca­relle. Nei mesi precedenti, ha guardato il contratto e ha scoperto che contiene clausole poco convincenti. Infatti il contratto di comodato d’uso ha una durata di cinque anni (a partire dalla sottoscrizione dell’atto, che è del giugno 2012) e prevede che, scaduti due anni dalla sottoscrizione del contratto (quindi a partire da giugno 2014), su semplice richiesta delle società proprietarie dei suoli, il Comune di Modugno deve liberare quei suoli nel giro di tre mesi.
 
Suoli sui quali – si deve sottolineare – il Comune di Modugno ha compiuto opere di urbanizzazione costate 180.000 euro che sarebbero dovute essere fatte dalla società proprietaria.
 
Dopo l’ultimazione e il collaudo dei lavori all’area (25 luglio 2014), rilevato dunque che il contratto dura ancora meno di tre anni e che la clausola dei tre mesi è una clausola ‘capestro’ per il Comune, che ha fatto Magrone? Prima verbalmente e poi anche per iscritto, ha interpellato il Responsabile dell’Ufficio Legale del Comune di Modugno per conoscere le sue valutazioni sulla ‘legittimità’ e ‘opportunità’ di quel contratto. La risposta dell’Ufficio legale non è però giunta prima dello scioglimento del Consiglio, avvenuto ad opera di tredici consiglieri comunali il 22 agosto 2014.
 
E dunque: in presenza di clausole capestro ha fatto bene o no il Sindaco Nicola Magrone a non firmare l’ordinanza di trasferimento del mercato? si poteva lasciare in vita un comodato d’uso gratuito arbitrariamente revocabile? Tutto questo, a spese dei cittadini modugnesi?
 
Con lo scioglimento del consiglio, e la conseguente caduta dell’amministrazione Magrone, è arrivato il Commissario prefettizio, Mario Rosario Ruffo, il quale – seguendo la linea tracciata da Magrone – ha modificato le clausole del contratto di comodato d’uso: via entrambe le ‘clausole capestro’ (sia quella dei tre mesi sia quella della possibilità di chiedere la restituzione dell’area da giugno 2014 in poi).
 
L’epilogo: a novembre 2014, la società Edilizia&Ambiente offre la cessione gratuita al Comune dell’area attrezzata (a spese del Comune); a marzo 2015, la cessione viene formalizzata: “la cessione gratuita dei suoli di che trattasi – si sottolinea nella deliberazione commissariale (n.65 del 6 marzo 2015) – destinati a ‘Servizi di cui all’art.9 Tit.1 NTA del Prg […] rappresenta una semplice anticipazione della cessione che si sarebbe dovuta operare in sede di stipula della convenzione edilizia del comparto C/2, cui si aggregheranno i suoli, nel senso che, allorché sarà convenzionato il Comparto, gli attuali cedenti si vedranno attribuita la volumetria di pertinenza dei terreni ceduti” (N.B. la sottolineatura si trova nella delibera commissariale).
 
Cioè: la cessione si fa oggi ma si sarebbe dovuta fare comunque quando Longo e Vernola avessero voluto cominciare a costruire nell’area adiacente; inoltre la volumetria di quell’area potranno comunque sfruttarla altrove.
 
Per concludere: come si sottolinea anche nella deliberazione commissariale, al Comune di Modugno non deriva alcun vantaggio dalla cessione dei suoli che avrebbero dovuto comunque essere ceduti quando Edilizia&Ambiente deciderà che è arrivata l’ora di costruire in quell’area. Anzi, al Comune di Modugno è derivato di aver attrezzato un’area che, con lavori di infrastrutturazione per 180.000 euro a spese del Comune di Modugno, viene rivalutata a beneficio di chi accanto a quell’area costruirà appartamenti… Inoltre avendola oggi ceduta al Comune di Modugno la società proprietaria evita d’ora in poi di pagare l’Imu su quell’area.
 
Un vero affare, senza ombra di dubbio. Ma chi pensa ai suoi affari non può anche pretendere di essere considerato un benefattore.
 
Per ora (aprile 2015), il mercato non è stato spostato: commercianti e cittadini utenti sono contrari, desidererebbero una soluzione di maggiore impatto sull’economia locale invece che una ghettizzazione del mercato settimanale, trasformato in avamposto per la nuova periferia; i cittadini delle vie Salvo D’acquisto etc vogliono che il mercato si sposti al più presto. Il modo per accontentarli tutti – commercianti e cittadini – c’era, a costo zero per il Comune: tenere il mercato in vie centrali della città, dando così anche una mano all’economia morente delle attività commerciali cittadine. L’amministrazione Pd-Udc del 2011-2012 ha preferito privilegiare, con un costo di 180.000 euro per le casse comunali, l’economia di una sola azienda.
 
Matarrese contro Matarrese – Il conto, al Comune di Modugno
 
La questione della mancanza di una vera raccolta differenziata a Modugno è strettamente legata a quella dell’azienda che, ancora una volta con proroghe su proroghe e perlopiù senza controlli, ha continuato  a gestire per decenni l’appalto della raccolta rifiuti e dello spazzamento a Modugno, la Modugno Scrl (anche Scarl, 69 dipendenti), andata in crisi alla fine del 2014 per le difficoltà di liquidità del Gruppo Matarrese.
 
Il quale – come tutti i gruppi industriali ben attenti all’interesse della famiglia proprietaria – a un certo punto della crisi economica italiana ha scaricato zavorre e debiti (‘taglio dei rami secchi’) in ‘bad companies’ in liquidazione e co­stituito una newco che racchiude la parte sana del Gruppo stesso.
 
Dun­­­que, anche Modugno Scrl si è trovata alla fine del 2014 in difficoltà, creando preoccupazioni tra i dipendenti. L’amministrazione comunale commissariale a dicem­bre 2014 pare abbia posto riparo alla situazione: ha fatto un contratto temporaneo con un’altra azienda, sino a giugno 2015, quando dovrebbe subentrare nella raccolta dei rifiuti la società che vincerà la gara per l’appalto ‘Aro’, ora in corso (v. pp.16-17).
 
Ma la vicenda più pericolosa per quanto riguarda Modugno Scrl è la possibilità che essa lasci un grosso buco di bilancio nelle casse del Comune di Modugno, a causa – naturalmente – delle improvvide gestioni degli anni dal 2001 al 2012 (Pd-Udc-Fi). Ecco perché.
 
La questione riguarda presunti crediti per circa 2.200.000 euro che Salvatore Matarrese (nella sua duplice veste di rappresentante legale della Modugno Scarl e di amministratore delegato della Asv  – Azienda Servizi Vari – di Bitonto) pretendeva di avere nei confronti del Comune di Modugno. Spiegare come si arriva in questa situazione è complesso. Il presunto debito del Comune di Modugno nei confronti della Scrl sarebbe maturato dal 2007 al marzo 2013 (i dati sono riportati alla pagina 22 – v.foto – del bilancio 2013 della Modugno Scrl). Il presunto debito della Asv Bitonto nei confronti della Modugno Scrl sarebbe maturato nell’anno 2011, mesi gennaio-luglio del 2012 e sino a marzo 2013 per la parte riguardante gli interessi (dati alle pp. 23-24 della Relazione di bilancio 2013 dell’ASV – v. foto sotto). Presunti crediti – circa 2.200.000 euro – che, in un modo o nell’altro, approfittando della malagestione della situazione da parte delle amministrazioni tra il 2007 e il 2012, si pretendeva di addebitare ai cittadini di Modugno. Naturalmente, solo l’amministrazione Magrone, quando ha avuto contezza delle richieste di Matarrese, ha svolto il compito di una amministrazione della legalità: verificare la legittimità di queste richieste e opporsi ad esse a tutela degli interessi dei cittadini di Modugno.
 
Qui si è voluto sottolineare il metodo del controllo di legalità praticato dall’Amministrazione Magrone e che dovrà essere proseguito con la nuova amministrazione.
 
 TRASPORTI PUBBLICI
 
Il poco tempo a disposizione dell’amministrazione Magrone non ha con­sentito di passare alla necessaria, radicale, revisione, del trasporto pub­blico in una cittadina, come Modugno, dove il mezzo pubblico ri­sul­ta di fatto inutilizzato, nonostante mostri di avere buone prospettive. Dall’am­mini­strazione Magrone, nei suoi mesi di attività, è stato realizzato uno stu­dio dell’esistente, con l’obiet­tivo del massimo incremento del trasporto pubblico e la disincentivazione di quello privato automobilistico. E’ stata dunque ipotizzata una nuova programmazione, con inter­venti per razionalizzare e ottimizzare il servizio, interventi che potranno essere facilitati dal fatto che la concessione per il trasporto urbano dovrà essere rinnovata dal 2016.
 
Gli interventi previsti hanno l’obiettivo di consentire:
 
a) una continuità di offerta in ambito strettamente urbano con una periodicità di transito dei bus, nei giorni feriali, ogni 10-12 minuti; b) il collegamento di tutte le zone della città – compresi i quartieri di Campolieto e Cecilia – con i plessi scolastici, compatibile con gli orari di in­gresso e di uscita degli alunni; c) la eliminazione delle corse speciali so­vrapposte per il trasporto degli studenti che non richiedono l’assi­stente a bordo dei bus con conse­guen­te riduzione delle spese a carico del Comune; d) la integrazione delle corse, per agevolare spo­sta­menti rapidi con partenza e arrivo in tutti i punti del territorio comu­nale.
Tra gli interventi previsti e riguardanti la concessionaria del trasporto urbano, c’è anche l’istituzione di otto corse: la dome­nica con capolinea a Campolieto e Quartiere Cecilia/Ospedale S. Paolo finalizzate all’uso del mezzo pubblico per i cittadini che si recano a far visita ai degenti.
 
Per i percorsi affidati alle Ferrovie Appulo Lucane (Fal), l’ammi­ni­strazione Magrone aveva ottenuto nello scorso anno scolastico il tran­sito con fermata a Campolieto delle tre corse con partenza da Bari Poli­valente tra le 13.15 e le 14.10, per facilitare il rientro a casa degli stu­den­ti. Dopo la caduta dell’amministrazione Magrone, per l’anno scolastico 2014-2015, il ser­vi­zio non è stato ripristinato. Sono in progetto, sempre con Fal, l’istituzione di fermate di corse subur­bane scolastiche per Bari nel piazzale interno di Campolieto.
 
URBANISTICA
 
Riorganizzazione del Servizio Assetto del territorio (Ufficio Tecnico), con la nomina di un nuovo responsabile del Servizio, un settore disastrato dalle condizioni in cui è stato tenuto per decenni e disgregato dagli arresti e dalle indagini della magistratura (nel 2012, col sindaco Pd dell’epoca e l’ex sindaco, eletto col Pds e poi passato all’Udc, vennero arrestati il responsabile dell’Ufficio e il precedente responsabile dello stesso Ufficio con l’accusa di aver preso tangenti per il rilascio di concessioni edilizie; oggi sono tutti imputati insie­me con altri tecnici dell’Ufficio e professionisti di Modu­gno).
 Strettamente legata alla Rior­ganizzazione dell’Uf­ficio Te­cni­co, è la scoperta fatta dalla nuova re­spon­sabile, insie­me con la Regione Puglia, del fatto che a Mo­dugno si era co­strui­to per 15 anni con norme illegittime, introdotte dal consiglio comu­nale nel 1999 con modifiche alle Norme Tecniche attuative (Nta) del Piano regolatore generale e mai approvate dalla Re­gione.
 
Potenziamento ufficio di protocollo. Per garantire maggiore tempestività nella ricezione delle istanze edilizie e della docu­mentazione Lavori Pubblici, ampliamento degli orari per protocollare le istanze. Istituita anche la Mailing List dei tecnici/progettisti esterni per chiunque voglia ricevere le comunicazioni del Servizio Assetto del Territorio per un costante aggiornamento su avvisi, disposizioni, normative nazionali e regionali, sulla propria PEC (Posta elettronica certificata). Sono iniziative per la migliore efficienza del servizio.
Semplificazioni procedurali. Tutta la documentazione, grafica progettuale e non grafica (modulistica, relazione tecnica, documenti relativi all’impresa, dichiarazioni, nulla osta, di permesso di costruire, Dia, Scia, Cil), devono essere presentate al Servizio Assetto del Territorio, oltre che nella forma cartacea tradizionale, anche su supporto ottico Cd/Dvd in formato pdf.
Approvati REGOLAMENTI EDILIZI, per maggiori con­trolli contro l’abusivismo. Organizzando controlli a campione sulle istanze, il Comune di Modugno, con l’amministrazione Magrone, si è dato finalmente una disciplina per fare controlli sull’attività edilizia, anche su quella di minore rilevanza, controlli sia formali (diretti a verificare la regolarità di documenti e titoli abilitativi) sia nel merito (con sopralluoghi e interventi sul posto in cui si eseguono le opere). Il campione delle istanze o delle domande/dichiarazioni di agibilità da controllare è estratto con sorteggio mensile in seduta pubblica. I rego­lamenti introducono in ambito urbanistico imparzialità e auto­maticità dei controlli, sottraendo discrezionalità e manipolabilità. Un altro passo verso la legalità che l’amministrazione è stata chiamata ad assicurare alla città.
Pianificazione attività dell’Ufficio Tecnico che era stata prevista nella struttura di bilancio 2014 dell’amministrazione Magrone (non si sa se – caduta l’amministrazione – l’attività sia stata intrapresa, almeno per gli aspetti di maggior rilievo):
Avvio elaborazione e stesura del Piano Urbanistico generale (PUG) – sostituisce di fatto il Piano regolatore generale, è previsto da una legge del 2001 e a Modugno non è stato mai realizzato; tempo previsto dall’amministrazione Magrone per completamento e approvazione 30 mesi (non risulta, per ora – aprile 2015, sia stato ancora avviato).
Stesura del Piano dei Servizi (obbligatorio per legge; circa 10 anni fa fu commissionato dal Comune un piano dei servizi che non fu mai approvato; oggi mostra chiari segni di inadeguatezza)
Piano di Zonizzazione Acustica (previsto da norme di legge, e mai fatto)
Piano di Zonizzazione Elettromagnetica (previsto da norme di legge, e mai fatto)
Adeguamento del Piano Urbanistico territoriale Tematico (PUTT) e del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR), mai elaborati seppur ripetutamente sollecitati dalla Regione
Piano dei vincoli aeroportuali (piano Enac), previsto da norme in vigore
Piano urbanistico per Varianti Zone B
Progettazione preliminare delle opere di urbanizzazione dei comparti edilizi (progettazione integrata ancora mancante).
 LO SCANDALO URBANISTICO
 
E’ la cosiddetta questione urbanistica a sancire la fine dell’Amministrazione Magrone: la necessità di riportare legalità in un settore nel quale la Regione Puglia – sulla base di questioni poste dal nuovo dirigente del Servizio Assetto del territorio, arch.Francesca Sorricaro, e dal nuovo comandante dei vigili urbani, dr.Antonio Perchiazzi – aveva rilevato che per 15 anni si erano utilizzate a Modugno norme illegittime. Che la materia urbanistica fosse punto dolente a Modugno lo si era rilevato già nell’aprile 2014 quando nel Consiglio comunale si registra una seduta deserta (la prima della consiliatura) per mancanza di numero legale. All’ordine del giorno c’erano le prime proposte dell’amministrazione in materia di regola­mentazione urbanistica: provvedimenti che, sottraendo poteri e discrezionalità, elimi­nano il rischio di manipolabilità. Introducono imparzialità ed elementi di maggiore certezza nei controlli sull’attività edilizia: rispetto a questo, dunque, una considerevole fetta della politica modugnese (di maggioranza e di opposizione), evidentemente ancora legata alle pratiche del passato, fa saltare sia il dibattito sia la loro approvazione.
 
Ma è il Consiglio Comunale del 20 giugno 2014 che sancisce di fatto l’apertura della crisi. La seduta era stata convocata dal Sindaco per informare detta­glia­ta­men­te il Consiglio – già in­for­mato in modo infor­ma­le in almeno altre due sedute precedenti – sulla natura del pro­ble­ma urba­nistico. Per 15 anni a Modu­gno si era co­strui­to con norme non valide: la questione dove­va essere ripor­tata nei binari della legalità. Le norme non valide erano state introdotte con modifiche apportate nel 1999 (con una deli­bera di Consiglio Comunale) alle Norme Tecniche Attuative (Nta) del Piano Re­go­latore Generale Comunale approvato dalla Regione Puglia nel 1995. Anche le Nta modificate avrebbero dovuto essere portate all’approvazione della Regione ma nes­suno, in 15 anni, lo aveva fatto. Nella seduta del 20 giugno 2014, il sindaco Magrone avrebbe dovuto fare le sue comunicazioni e proporre al consiglio di inviare alla Re­gio­ne Puglia la deliberazione del ’99 con le Nta modificate “per fare arrivare alla desti­nazione prevista (la Regione Puglia) la delibera di consiglio comunale che non era mai stata inviata”. Il Consiglio Comunale, dunque, il 20 giugno 2014 avrebbe dovuto sviluppare una libera discussione per giungere a decisioni consapevoli e giuridicamente corrette circa i rimedi da applicare alla disastrosa situazione. Invece succede ben altro. Con la repentina costituzione di un gruppo autonomo, dieci consiglieri fino a quel punto di maggioranza (la maggioranza era composta di 16 consiglieri), prima ancora che il Sindaco abbia avuto il tempo di relazionare sulla natura del problema urbanistico e sulla propria proposta, mettendo il sindaco in minoranza, approvano – con l’astensione delle opposizioni (Pd compreso) e il voto contrario di Magrone e dei restanti consiglieri della ex maggioranza – la formazione di una cosiddetta ‘commissione di tecnici’ (composta da ingegneri, architetti e geometri) che dovrebbe dire al consiglio che cosa fare per il ripristino della legalità benché la via sia già stata indicata dalla Regione Puglia. La istituendo “commissione” verrà poi eliminata dal Commissario prefettizio in quanto “fuorilegge” (come aveva immediatamente denunciato in Consiglio il sindaco).
 
Finito in minoranza nella seduta del 20 giugno, il sindaco Magrone continua dunque nel suo dialogo con la Regione Puglia – con l’arch.Sorricaro e anche tramite l’as­ses­sore all’Urbanistica, Agostino Romita – e prepara una propria proposta di deli­berazione, più articolata rispetto a quella del 20 giugno, per il “ripristino della legalità”. Poi, alla fine di luglio la invia ai consiglieri perché ne discutano prima nelle commissioni e poi in una seduta del consiglio che viene convocata per il 25 agosto. “Non si scappa – dice Magrone – dal riportare la città alla legalità dopo 15 anni di ‘abusi’ edilizi. È l’ultima spiaggia. La strada è tracciata e bloccare la comunità o andare avanti è una scelta del Consiglio comunale. È tempo che ciascuno, a partire da chi sinora ha voluto perdere tempo o si è astenuto, si assuma le proprie re­sponsabilità: il Consiglio comunale di Modugno deve adempiere al suo dovere e decidere, come chiesto dalla Regione Puglia che ha sancito l’inefficacia delle norme del ’99, di revocarle definitivamente o di riadottarle seguendo l’iter di variante che le sottopone all’approvazione della stessa Regione”.
 
La strenua difesa della necessità di eliminare le norme illegittime, ripristinando la legalità, espone l’amministrazione – spiega Magrone in incontri pubblici – al rischio, ogni giorno più concreto, “di un’eventuale mozione di sfiducia” da parte della stessa maggioranza insieme con pezzi di opposizione (Pd e centrodestra), opposizioni che “si­nora, sul tema non hanno espresso alcuna opinione, astenendosi in consiglio e tacendo nelle piazze”. “Ma non si può pretendere che io finga – incalza Magrone – di non vedere e non sentire, come hanno fatto le amministrazioni passate, pur di mantenere la maggioranza, e di conseguenza la carica di sindaco, a tutti i costi. Lo devo al paese, a tutela non dell’amministrazione, ma di tutti cittadini di Modugno. Questo giustifica che io persegua questa richiesta di legalità fino in fondo”.
 
Sono tre i punti cardine che Magrone sottolinea nella proposta di delibera, elaborata a conclusione di intensi contatti con la Regione Puglia e la Prefettura di Bari: 1) “di prendere atto” del fatto che la Regione Puglia ha riscontrato che sono illegittime le norme che furono approvate nel 1999 dal consiglio comunale e con le quali si è costruito a Modugno per 15 anni; 2) di avviare il procedimento di revoca definitiva delle deliberazioni illegittime del ‘99, e – contestualmente – avviare l’istruttoria per l’adozione delle stesse o di nuove varianti allo strumento urbanistico; 3) dare atto del fatto che nessun impatto avranno le decisioni del consiglio comunale di revoca delle norme illegittime su quanto è stato acquisito dai cittadini in questi 15 anni. Magrone, nella proposta di delibera, sottolinea anche la necessità che il responsabile del Servizio assetto del Territorio rediga un Testo Coor­dinato delle norme e delle Tavole contenute nel Piano regolatore generale che, secondo la Regione Puglia, sono le sole norme attualmente in vigore. “La cosiddetta questione urbanistica di Modugno è tanto nota quanto sconosciuta. Sembra difficile e molto tecnica, ma in realtà è semplice: a Modugno – afferma il sindaco in incontri pubblici – c’è un partito generale che è espressione di chi vuol mantenere il Comune senza nemmeno una cartografia valida e vedere attuate, il più a lungo possibile, le norme del 1999. E mentre la Regione condivide l’intero percorso dell’am­min­i­strazione Magrone e nell’ultima sua nota – firmata dall’assessore Angela Barbanente, vicepre­sidente dell’ente regionale, e dai dirigenti del suo assessorato Giu­seppe Musicco, dirigente Abusi­vismo Contenzioso, e Nicola Giordano, dirigente per la pianifi­cazione del Territorio – conclude ancora una volta che ‘bisogna attenersi alle norme del 1995’ ed avverte che ‘sulle attività edilizie nel Comune di Modugno se non si osservano le norme del ’95 non c’è legalità’, a Modugno c’è invece chi vuol perdere tempo. Come? Con una commis­sione, che ha un iter costrut­tivo lungo, il cui giudizio non avrà valore non essendo vincolante e rispetto a cui la stessa Regione avverte ancora che ‘non parte­ci­pe­rà’, dovendo svolgere fun­zio­ni di controllo. Altro che 45 giorni (dal verbale d’insediamento): per dovere, ho dato disposizione al segretario generale affinché sia attivata la commissione, e al momento siamo in attesa che alcuni ordini professionali indichino nomi dei componenti. È un modo per sfuggire al problema, per rinviarlo, per non far esprimere il Consiglio comunale”.
 
La deliberazione preparata dal sindaco (e da discutere nella seduta consiliare del 25 agosto) chiama dunque tutti alle proprie responsabilità dopo che la Regione sulla questione urbanistica di Modugno si è già espressa con 5 note-pareri. “Se questa delibera – dice Magrone – non dovesse venire approvata o discussa, io la manderò comunque alla Regione”. Il tutto “a tutela della legittimità dell’azione amministrativa in materia urbanistico-edilizia e della cittadinanza per­ché non si può tollerare, come è stato fatto sino a prima di quest’amministrazione, la prateria dell’ar­bitrio, della discrezionalità, del ‘per favore’. Non c’è ci­tta­dino che non lo sa: di questa malattia urba­nistica è stato testimonianza il disastro che nel 2012 si è avuto a Modugno con l’intervento della ma­gistratura. Parliamo di norme, quelle del 1999, e di car­tografia che ci hanno regalato il paese che abbiamo, e di ‘anomalie’ inerenti la strumentazione urbanistica, la mancata applicazione o il non recepimento delle prescrizioni regionali in merito all’approvazione del Piano Regolatore Generale Comunale (Prgc) e sue successive varianti; la mancata redazione del Piano Urbanistico Generale, e soprattutto modifiche con ampliamento delle potestà del privato di natura urbanistico-edilizie”.
 
Magrone, presentando pubblicamente la propria proposta, sottolinea ancora una cosa alla quale tiene “al di là di ogni cinica strumentalizzazione di chi vorrebbe che non si toccassero le norme illegittime”: “Ciò che è sinora è stato fatto – afferma – è fatto, ciò che è costruito è costruito, ciò che è realizzato è realizzato. Non si può chiedere conto ai cittadini di norme illegittime con cui hanno operato le amministrazioni precedenti, non si possono toccare diritti acquisiti”. “Noi – continua Magrone – abbiamo bisogno di riaffermare il principio che siamo per fornire diritti certi ai cittadini e perché i lavoratori dell’edilizia continuino a lavorare, perché il lavoro continui a essere assicurato ed anche lo stesso sviluppo edilizio, che ci siano norme definitivamente ritenute legittime. È questo equilibrio che va trovato, è questa la ginnastica difficilissima”. “Dal Consiglio comunale, dai consiglieri, invece – sottolinea – può arrivare il vero blocco del paese. Se vogliono far deragliare Modugno io non posso seguirli. E così, mentre si ricostituisce il Prg con norme tecniche e cartografia, la soluzione dell’amministrazione prevede che si rimetta sui binari un treno deragliato e lo si riporti alla sua naturale stazione di destinazione. È quello che deve fare un medico del pronto soccorso che cerca di contenere il disastro che si paventa”.
 
Rispondendo a una domanda sulle accuse rivoltegli artatamente da suoi ex consiglieri di maggioranza, e da detrattori, di aver bloccato i cantieri a Modugno, Magrone sottolinea: “Se ne parla come se noi avessimo posto blocchi all’edilizia, come se non ci fosse una crisi in corso che ha bloccato il 70% dei cantieri in Italia, come se non dicessero tutti coloro che conoscono il settore che gli imprenditori edili, a Modugno, non assumono operai di Modugno ma subappaltano a cottimo per pagare molto meno, come se avessimo trovato un ufficio urbanistica che funzionava e non un ufficio disastrato, decapitato, con dirigenti arrestati e funzionari sospesi dal servizio. Era un ufficio con pratiche ferme da decenni, domande di condono edilizio che risalgono al 1985, per tacere del resto. Noi abbiamo fatto quello che avevamo il dovere di fare e abbiamo anche chiesto a tutti, senza ottenere risposta, di proporre che fare ‘nel frattempo’”. “Questo, in attesa – aggiunge – che si possa redigere finalmente il Piano Urbanistico generale (Pug), al quale siamo stati noi, vorrei sottolinearlo, a dare impulso con atti di indirizzo di giunta, nonostante il Piano sia un obbligo di legge da 13 anni: siamo noi ad aver sollecitato quel Pug, che oggi alcuni invocano come fosse un rimedio a questa situazione contingente, ancora una volta strumentalizzando e fingendo di non sapere che per metterlo a punto occorrerà qualche anno”.  “Quella che noi abbiamo disposto – continua – non è assolutamente una sospensione dell’attività edilizia, è una sospensione che la pubblica ammi­nistrazione dà ai tecnici dei termini che essa ha entro i quali deve rispondere: questo, per consentire la continuità della risposta ai cittadini contemporaneamente col difficile lavoro, che si sta svolgendo, di ripristino di uno strumento urbanistico certo”.
 
La proposta di Magrone per riportare la legalità nell’urbanistica cittadina si sarebbe dovuta discutere il 25 agosto 2014 in consiglio comunale, una seduta fissata da oltre un mese. Ma, il 22 agosto, tredici consiglieri della ex maggioranza e dell’opposizione (Giuseppe Lacalamita, Giuseppe Pascazio, Mario Scaramuzzi, Matteo Brunetta, Giancarlo Ragnini, Massimo Angiulli, Lorenzo Gianvecchio, della ex maggioranza, e Stella Sanseverino, Pasqua Ruccia, Bartolomeo Silvestri, Antonio Barile, Saverio Fragassi e Antonello Maurelli, della opposizione) si dimettono dinanzi ad un notaio.
 
Magrone commenta: è una fuga che oltraggia il paese. “Sono dispiaciuto della brutalità del gesto di tredici Consiglieri che disarma e oltraggia per l’ennesima volta la comunità di Modugno.
 
Lunedì 25 agosto si sarebbe tenuta una seduta mono­tematica del Consiglio comunale sulla questione urbanistica che ha devastato il Paese per ben quindici anni.
 
Ho proposto, di concerto con la Regione Puglia, una delibera più di un mese fa per la soluzione ed il superamento della scandalosa situazione urbanistica di Modugno, l’avremmo discussa, lunedì prossimo, alla luce del sole e al cospetto della cittadinanza. Tredici Consiglieri hanno preferito darsi alla fuga e buttare la Città nel caos. Mi auguro che qualche Autorità competente valuti questa vicenda e ne tragga le conseguenze istituzionali.
 
Per quanto mi riguarda, ho fatto il possibile per ridare dignità alla Città di Modugno dopo il naufragio giudiziario della precedente Amministrazione di appena due anni fa. L’urbanistica è, a Modugno, un cancro che non si riesce a vincere; per parte mia, mi sento parte offesa, insieme alla mia comunità, di un gesto eversivo. Il mio appello è alla Comunità: di resistere a questi violenti tentativi di occupazione della Città, che vengono impunemente compiuti anche a costo di sfregiarla. Davvero: una fuga che oltraggia ancora una volta la mia Città”.
 
COME SI E’ “RISOLTA” LA QUESTIONE URBANISTICA
 
Il 22 agosto 2014, il ricorso al notaio da parte di “13” CONSIGLIERI e le dimissioni “collettive” provocano lo scioglimento del Consiglio comunale, la caduta di Giunta e Sindaco, la nomina del Commissario prefettizio che amministrerà il Comune sino alle prossime elezioni (31 maggio 2015) e alla convalida dell’elezione del sindaco e dei consiglieri (giugno-luglio 2015). Al Commissario, Mario Rosario Ruffo, è andato dunque il compito di portare a termine l’iniziativa di legalità di Magrone, iniziativa condivisa da Regione, Prefetto, Tar, Consiglio di Stato tranne che dai 13 “eroi”, proprio quella stessa iniziativa che si sta portando a compimento in tempi ben più lunghi di quelli che sarebbero stati necessari al Sindaco se avesse trovato consiglieri disposti a perseguire la legalità. Per tacere delle soluzioni di merito ai problemi sollevati che appaiono disorganiche, parziali, spesso caotiche e comunque sostanzialmente “favorevoli” agli interessati all’attività edilizia.
 
E dunque, il 15 ottobre 2014, il Commissario prefettizio – che ha i poteri di sindaco, giunta e consiglio – firma una delibera che in molti aspetti ricalca la proposta di delibera che Magrone avrebbe voluto che fosse stata discussa in consiglio comunale il 25 agosto. Soprattutto, la delibera del Commissario stabilisce precisamente quanto aveva proposto Magrone: 1) sono illegittime le varianti introdotte nelle Norme Urbanistiche a Modugno nel 1999 e quindi la loro efficacia è sospesa; 2) occorre redigere un Testo coordinato di norme contenute nel Prg del 1995, che restano le sole norme legittime; 3) occorre avviare la procedura che investe finalmente la Regione Puglia delle varianti alle Norme urbanistiche utilizzate illegittimamente. Il commissario, inoltre, stabilisce anche quanto il sindaco non avrebbe potuto decidere (solo il consiglio avrebbe potuto farlo): cioè, cancellare la deliberazione consiliare del 20 giugno 2014 (adottata dal consiglio comunale contro il parere dell’amministrazione Magrone), che prevedeva una inutile e dispendiosa Commissione di ‘tecnici’ inventata per dilatare i tempi di risoluzione delle illegittimità. Tutte decisioni con le quali il Commissario dà pienamente ragione all’amministrazione Magrone sulla questione urbanistica, disponendo esatta­mente quanto Magrone aveva invano chiesto al consiglio di approvare.
 
Dal 22 agosto 2014 ad oggi, l’Amministrazione Magrone nella questione urbanistica e su altro ha sempre avuto ragione dalle iniziative del Commissario e dalle decisioni di Tar e Consiglio di Stato. La fuga dal consiglio ha determinato innumerevoli danni alla città, dei quali i cittadini si stanno rendendo conto giorno per giorno e ai quali l’amministrazione commissariale non può porre rimedio, a cominciare dall’irresponsabile allungamento dei tempi proprio per risolvere la questione urbanistica, che poteva essere risolta sin dal 20 giugno 2014.
 
________________________
 
Gli effetti della torbida iniziativa dei 13 dimissionari si rivelano, ogni giorno di più, devastanti. Dalla proposta del Sindaco Magrone di acqui­sizione gratuita da parte del Comune dell’impianto industriale Om Carrelli per favorire la concessione in comodato d’uso ad altra ben individuata e internazionalmente accreditata azienda alla riorga­niz­zazione dell’assetto del personale del Comune (da 15 “dirigenti” a 7, rotazione negli incarichi compresa); dalla questione urbanistica alle spe­cifiche questioni dei quartieri (collegamenti Campolieto, “bubbone” ed elettrodotto di Cecilia, questione Porto Torres, centro storico abban­donato a se stes­so) alla pressione fiscale divenuta rapidamente insostenibile su una comunità martoriata dalla disoccupazione e dalla po­vertà nonostante gli sforzi per portare equità; dalla questione “ristoro” da parte della Sorgenia al recupero dei beni culturali (a Balsignano, ricordiamolo, è andata quasi certamente persa l’acqui­sizione al Comune di un’area per adeguato parcheggio senza del quale il sito rimane inaccessibile a tutti); all’esclusione definitiva di Modugno da­gli organismi dell’Asi e dal Consiglio della Città metropolitana nella quale Modugno non ha diritto di parola non avendo potuto partecipare neppure all’elezione degli organismi dirigenti, a causa dello scio­glimento forzato del Consiglio comunale. E via elencando.
 
PROSEGUIRE IL LAVORO DI CAMBIAMENTO MORALE, SOCIALE, ISTITUZIONALE. IL SOLCO E’ TRACCIATO
 
Un anno, dunque, di amministrazione all’insegna della legalità non può che costituire una premessa e una promessa di assoluta continuità per l’attività futura. La nuova amministrazione ha la fortuna di trovarsi al cospetto di un solco tracciato; il rischio è che imponderabili e imprevedibili disorientamenti nella comunità, provocati dalla brutale iniziativa di tredici consiglieri infedeli e da un aggressivo e diffuso clientelismo, spingano il vecchio regime a riemergere ed ad occupare la città.
 
La coalizione che sostiene Nicola Magrone intende impedire questa disarmante prospettiva e proseguire in una rivoluzione democratica all’insegna della Costituzione italiana. I puntuali richiami a precise norme della Carta poste qui a premessa vincolante per ogni progetto di città non sono stati fatti in questa sede invano; essi costituiscono l’oggetto di un preciso giuramento morale e civile al cospetto della cittadinanza. (*)
 
Modugno, 26 aprile 2015 
 
Dr. Nicola Magrone   
 
(*) Nell’assemblea 29.4.2015 dei candidati della coalizione che sostiene la candidatura di Nicola Magrone, tutti i candidati hanno assunto l’impegno morale e civile di non ricorrere, mai, alle dimissioni collettive per lo scioglimento del Consiglio. Le vie della democrazia sono altre. Le scorciatoie sono strumenti di banditismo istituzionale e sociale.
 
 
Fonte: magronesindaco.it

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Ultimo aggiornamento Venerdì 29 Maggio 2015 07:03
 

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